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A palazzo di Città, l’assessore alla salute, Felice Di Lernia, ha incontrato i rappresentanti di Confindustria, Confesercenti, Confcommercio, della Federazione Italiana Tabaccai, per discutere sulla diffusione del gioco d’azzardo patologico.

Durante l’incontro, tutti i partecipanti hanno dimostrato una grande disponibilità a collaborare con l’Amministrazione al fine di realizzare un percorso di prevenzione e contrasto del GAP.

Amedeo Bottaro, sindaco della città di Trani, ha dichiarato che non si può rimanere indifferenti di fronte a questa piaga sociale e che entro poche settimane saranno presentate tutte le iniziative da mettere in atto.


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Rosy Bindi, Presidente della Commissione antimafia, nella presentazione della “Relazione della Commissione Antimafia” sulle infiltrazioni criminali nel gioco, ha lanciato un allarme che riguarda gli investimenti della criminalità al comparto giochi: sale giochi intestate a prestanomi.

Esistono diverse lacune sui requisiti di rilascio o mantenimento delle concessioni; ed è per questo motivo che Rosy Bindi chiede che vengano rafforzate le barriere di ingresso ai giochi pubblici e che tali barriere tengano conto della normativa europea.

“Serve trasparenza nella composizione delle società partecipanti alla filiera del gioco. Il mercato è internazionalizzato, quindi vanno incluse anche eventuali condanne ottenute dai soggetti all’estero. Chiediamo un divieto di partecipazione per i soggetti che hanno subito un’interdittiva da parte della PA o reati di bilancio. Inoltre lo standard di antimafia deve essere omogeneo per tutta la filiera, dal concessionario al gestore” – ha dichiarato il Presidente.

Numerose sono state anche le critiche in merito alle modalità di svolgimento dei bandi di gara che sono meditati in maniera scarsa per le conseguenze che derivano da una normazione non perfetta.


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Questo pomeriggio giungerà alla Camera la relazione del X Comitato che riguarda le infiltrazioni mafiose della criminalità organizzata nel gioco.

Il documento riporta alcune proposte sull’ampliamento dell’ambito dei reati che impediscono alle società di partecipare alle gare per il rilascio, mantenimento e rinnovo delle concessioni.

Il rispetto dei requisiti previsti dalla normativa Antimafia e del Testo Unico delle leggi di pubblica sicurezza deve essere esteso ai gestori, ai proprietari, ai produttori e importatori degli apparecchi e ai concessionari delle reti on line.

Le sale giochi devono essere distribuite in base all’indice di presenza mafiosa dell’Osservatorio di Milano e l’indice di organizzazione riminale dell’Eurispes.

Ulteriore obiettivo della relazione è quello di rendere più severe le pene per tutti coloro oche svolgono un’attività di gioco senza concessione.

Per evitare il riciclaggio di denaro e tracciare le vincite è necessario rendere nominativi i ticket e le card rilasciate nelle sale.

Un altro punto importante della relazione riguarda l’intesa fra il governo e gli enti locali sulla diffusione dell’offerta di gioco: gli enti locali devono poter continuare ad esprimere la propria opinione sul rapporto tra “territorio e gioco”.


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La popolazione italiana considera la dipendenza da gioco d’azzardo un fenomeno molto grave che nasce da difficoltà economiche (32%) e dal disagio sociale (32%) che può essere curata con l’aiuto di uno psicologo (31,1%) o presso associazioni e comunità specializzate (28,4%).

E’ quanto emerso da un’analisi demoscopica realizzata dall’Istituto Superiore di Sanità e pubblicata nella Relazione sullo Stato delle tossicodipendenze in Italia.

Per contrastare questo fenomeno la soluzione più efficace risulta essere l’eliminazione delle slot dai locali pubblici (51,8%) e a seguire il divieto di pubblicità (34,3%), la prevenzione nelle scuole (30,6%), l’introduzione di limiti negli importi delle giocate (28,5%) e limitare il numero delle sale giochi (26,6).

Pietro D’Egidio, presidente della Federazione degli operatori dei Servizi pubblici per le dipendenze, sostiene che le Regioni non sono in grado di fornire dati credibili sulle comunità terapeutiche e mancano i dati sul dilagarsi di questo fenomeno tra la popolazione.

Ecco perché la funzione della Relazione al Parlamento desta motivo di preoccupazione sull’abbandono da parte dello Stato sul sistema che riguarda la cura delle dipendenze patologiche.

Considerata la gravità del fenomeno, i Parlamentari, nella definizione dei nuovi provvedimenti da emanare, dovrebbero essere guidati da questa Relazione.


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Sulla sospensione dell’ordinanza del sindaco di Grosseto riguardante la “disciplina degli orari di apertura delle sale giochi” è intervenuto Don Enzo Capitani, direttore della Caritas di Grosseto.

“Non ci rassegniamo all’idea che sia una statistica a dover stabilire se una situazione sia socialmente pericolosa. La piaga del gioco sta facendo danni in tante famiglie e noi continueremo ad aiutarle e a impegnarci contro i rischi del gioco d’azzardo. Mi pare che si ripercorrano gli stessi errori di approccio fatti in passato con la tossicodipendenza e, anzi,si cerca addirittura nella statistica la motivazione per intervenire- ha dichiarato Don Capitani-“.

La Caritas continuerà ad aiutare tutti coloro che soffrono e a sostenere tutte quelle famiglie cadute nella trappola del gioco d’azzardo.


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Confindustria Umbria sta collaborando con l’Associazione Nazionale S.A.P.A.R. Umbria e Umbria Giochi S.r.l, per contrastare il GAP, con l’avvio di corsi di formazione obbligatoria per i gestori di tutti quei locali in cui sono installate le slot e per tutto il personale che opera all’interno.

La durata dei corsi sarà di 6 ore, in varie edizioni sia a Perugia che a Terni nel periodo febbraio/marzo.


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Un giovane elettricista di 33 anni, originario di Vibo Valentia, la scorsa notte è stato sorpreso a giocare alle macchinette mangiasoldi in una sala giochi nel mentre il suo bambino di soli tre anni lo attendeva in auto al gelo.

Il piccolo, che tremava dal freddo, è stato avvistato da un passante che ha subito fermato una pattuglia di Carabinieri di Ostia in transito i quali, con la collaborazione del bimbo, sono riusciti a farlo uscire dall’abitacolo dell’auto sprovvista del vetro del lunotto posteriore e sostituito, nell’occasione, da un telo.

Prima dell’arrivo dell’ambulanza di Primo Intervento del locale nosocomio, il bimbo è stato coperto con la giacca di un agente e accolto nell’abitacolo della gazzella.

L’uomo, che secondo gli inquirenti avrebbe giocato alle slot machine per circa due ore, è stato arrestato con l’accusa di abbandono di minori e sarà giudicato per direttissima.

Il bambino sta bene ed è stato affidato alla mamma.


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Don Armando Zappolini, presidente della CNCA e portavoce di “Mettiamoci in gioco” è intervenuto a Radio Vaticana e ha criticato tutte le istituzioni che continuano a rimanere in silenzio nonostante nel 2016 le “macchinette non sono diminuite” nei bar e nelle sale gioco.

Per Zappolini sarebbe opportuno spostare le slot dalle ricevitorie- supermercati e piccoli negozi e dedicarle nelle sale più limitate e, inoltre, per il contrasto del gioco d’azzardo patologico che ormai colpisce qualsiasi fascia d’età è necessaria una campagna mediatica di sensibilizzazione a lungo termine.

La fortuna non è la soluzione ai problemi- ha dichiarato Don Armando”.


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La Gambling Commission Britannica, di recente, ha effettuato uno studio sulla diffusione dei giochi- scommesse e lotterie tra i minorenni.

Il risultato è favorevole per l’Italia dove i ragazzi (al di sotto dei 18 anni) che giocano sono il 12% rispetto al 14% della media Europea e il 16% dei minorenni nel Regno Unito.

Anche se i giochi preferiti dai ragazzi rimangono sempre le scommesse sportive e le slot machine, è in aumento la preferenza per le lotterie nazionali ed internazionali.

E’ risultato che i ragazzi giocano per fare soldi in fretta e la maggior parte di loro hanno dichiarato che sono proprio i social a tenerli continuamente aggiornati sulle novità dei prodotti gioco.

Ma il dato più eclatante è che nell’84% dei casi il gioco con vincita in denaro è stato praticato davanti agli occhi di un genitore, fratello o parente maggiorenne.


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Dal 1 Gennaio tutte le slot rimarranno spente dalle 7 alle 10 di tutti i giorni, anche quelli festivi. In quanto il comune di Galliate (NO) ha aderito alla normativa regionale.

I locali con le slot dovranno esporre un cartello all’esterno che indichi l’orario di attività e quello di funzionamento delle macchinette. “Per contrastare la ludopatia è necessario fare qualcosa – spiega il sindaco Davide Ferrari -. Le slot andrebbero abolite ma un ginepraio di leggi, che tende a proteggere i gestori e il gettito fiscale dello Stato, impone parecchi paletti. Per ora aderiamo alla legge regionale e limitiamo il loro utilizzo vietandolo nelle ore mattutine”- ha spiegato il sindaco Davide Ferrari.