Rassegna Stampa

L’Associazione Acogi protagonista sulle principali testate giornalistiche italiane.

“Il nuovo statuto – spiega il presidente, Ugo Cifone – descrive l’associazione come una “organizzazione non lucrativa di utilità sociale con l’esclusivo perseguimento di finalità di solidarietà sociale su tutto il terrritorio nazionale””

Guarda il pdf: 19.02.2016_TS


L’Associazione presieduta da Ugo Cifone sta per modificare lo statuto in modo da ottenere il riconoscimento di Organizzazione senza fini di lucro.

Guarda il pdf:03.11.2015_TS


“La situazione al momento più critica è la presenza di un doppio binario per la raccolta delle scommesse (nuova rete e rete sanata)”, commenta Ugo Cifone, presidente dell’Acogi – Associazione Italiana dei Consumatori e degli Operatori del Gioco – secondo il quale ipotizzare una seconda sanatoria per i ctd lascia intendere si voglia proseguire in questo senso.
Guarda il pdf: 20.10.2015_TS


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Quanto espresso dall’avvocato Ingroia è sempre stato professato dall’Associazione Acogi, ovvero la legittimità del libero mercato e della legale operatività dei ctd

Guarda il pdf: 09.10.2015_TS


Secondo Ugo Cifone, presidente dell’Acogi – l’Associazione che riunisce CTD, agenzie, ricevitorie e giocatori – la sanatoria avrà gravi conseguenze: “Salterà qualcosa come il 25% dei centri regolarizzati”, vale a dire 5-600 dei centri regolarizzati. Per alcuni si tratterà solamente di cambiare e riaprire a qualche centinaio di metro di distanza, se possibile. Per gli altri, invece, il futuro non è così chiaro.
GUARDA IL PDF 03 20.3.2015_TS


Se ne parla: ecco le testate specializzate che hanno ripreso la nota diramata dall’Acogi riguardo al rischio chiusura di molte attività di raccolta scommesse e alla disoccupazione che ne deriverà come conseguenza alle lacune presenti nella legge di Stabilità sul condono per i CTD.

Il Velino: La Sanatoria riconosce il ruolo dei CTD

 

Jamma: Legge di Stabilità: Acogi, molte attività a rischio chiusura

 

Agenzia Repubblica: Acogi, con la legge di Stabilità molte attività a rischio chiusura

 

Pressgiochi: Stabilità. Acogi denuncia:«Molte attività a rischio chiusura»

 


Il presidente di Acogi, Ugo Cifone, ritiene “inconcludente” il risultato raggiunto dai giudici di Lussemburgo con la sentenza sul bando scommesse: “Se il Bando Monti – ha dichiarato Cifone – poteva rappresentare un consequenziale e ragionevole epilogo di una serie di conquiste giurisprudenziali susseguitesi in quindici anni di contenziosi, l’odierna pronuncia da parte della Corte di Lussemburgo è da ritenersi inconcludente”.

Secondo Cifone, quanto espresso dalla Cge, “non garantisce continuità e uniformità ai principi sanciti dalla stessa Curia e pare anzi aver fatto un passo indietro; non fornisce alcun contributo in chiave di riordino del sistema concessorio e autorizzatorio. Nella pronuncia i Giudici non hanno preso posizione su una delle questioni focali del rinvio pregiudiziale formulato dal Consiglio di Stato ovvero relativo al ripristino di quelle discriminazioni riconosciute con la Sentenza Costa-Cifone. La CGE – secondo il presidente di Acogi – si è limitata a motivare solo il quesito pregiudiziale relativo alla durata delle concessioni tralasciando gli altri quesiti oggetto di discriminazione. A tutto ciò si aggiunge che l’odierna sentenza pronunciata dall’On.le Corte è anacronistica rispetto alla recentissima Legge di Stabilità entrata in vigore il 1° gennaio 2015 la quale, lungi dal perseguire gli obiettivi di interesse generale, nonché quello della lotta alla criminalità, viene approvata solo per puri motivi di cassa concedendo la possibilità ad un numero indeterminato di operatori di entrare nel mercato senza alcun controllo”.

Gioconews


Il presidente di Acogi, Ugo Cifone, dopo aver studiato attentamente la sentenza emessa questa mattina dalla Corte di Giustizia Europea (CGE), ritiene “inconcludente” il risultato raggiunto dai giudici di Lussemburgo:

«Se il Bando Monti – ha dichiarato Cifone – poteva rappresentare un consequenziale e ragionevole epilogo di una serie di conquiste giurisprudenziali susseguitesi in quindici anni di contenziosi, l’odierna pronuncia da parte della Corte di Lussemburgo è da ritenersi inconcludente».

Secondo Cifone, quanto espresso dalla CGE, «non garantisce continuità e uniformità ai principi sanciti dalla stessa Curia e pare anzi aver fatto un passo indietro; non fornisce alcun contributo in chiave di riordino del sistema concessorio e autorizzatorio. Nella pronuncia i Giudici non hanno preso posizione su una delle questioni focali del rinvio pregiudiziale formulato dal Consiglio
di Stato ovvero relativo al ripristino di quelle discriminazioni riconosciute con la Sentenza Costa-Cifone. La CGE – secondo il presidente di Acogi – si è limitata a motivare solo il quesito pregiudiziale relativo alla durata delle concessioni tralasciando gli altri quesiti oggetto di dicriminazione».
«A tutto ciò si aggiunge – conclude Ugo Cifone – che l’odierna sentenza pronunciata dall’On.le Corte è anacronistica rispetto alla recentissima Legge di Stabilità entrata in vigore il 1° gennaio 2015 la quale, lungi dal perseguire gli obiettivi di interesse generale, nonché quello della lotta alla criminalità, viene approvata solo per puri motivi di cassa concedendo la possibilità ad un numero
indeterminato di operatori di entrare nel mercato senza alcun controllo».

Jamma


Il presidente di Acogi, Ugo Cifone, dopo aver studiato attentamente la sentenza emessa questa mattina dalla Corte di Giustizia Europea (CGE), ritiene “inconcludente” il risultato raggiunto dai giudici di Lussemburgo: «Se il Bando Monti – ha dichiarato Cifone – poteva rappresentare un consequenziale e ragionevole epilogo di una serie di conquiste giurisprudenziali susseguitesi in quindici anni di contenziosi, l’odierna pronuncia da parte della Corte di Lussemburgo è da ritenersi inconcludente». Secondo Cifone, quanto espresso dalla CGE, «non garantisce continuità e uniformità ai principi sanciti dalla stessa Curia e pare anzi aver fatto un passo indietro; non fornisce alcun contributo in chiave di riordino del sistema concessorio e autorizzatorio. Nella pronuncia i Giudici non hanno preso posizione su una delle questioni focali del rinvio pregiudiziale formulato dal Consiglio di Stato ovvero relativo al ripristino di quelle discriminazioni riconosciute con la Sentenza Costa-Cifone. La CGE – secondo il presidente di Acogi – si è limitata a motivare solo il quesito pregiudiziale relativo alla durata delle concessioni tralasciando gli altri quesiti oggetto di dicriminazione».

«A tutto ciò si aggiunge – conclude Ugo Cifone – che l’odierna sentenza pronunciata dall’On.le Corte è anacronistica rispetto alla recentissima Legge di Stabilità entrata in vigore il 1° gennaio 2015 la quale, lungi dal perseguire gli obiettivi di interesse generale, nonché quello della lotta alla criminalità, viene approvata solo per puri motivi di cassa concedendo la possibilità ad un numero indeterminato di operatori di entrare nel mercato senza alcun controllo».

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