31 Mag 2019 | Comunicati Stampa

Acogi Onlus si adegua alla riforma del Terzo Settore con il ritorno alla presidenza di Ugo Cifone

Bitonto – Il presidente Ugo Cifone è lieto di comunicare la ripresa al timone dell’Associazione italiana dei Consumatori e degli Operatori del gioco (Acogi Onlus) sempre al servizio dei propri utenti ancora una volta con una veste giuridica del tutto nuova. A seguito della determina del 28.03.2019, la Regione Puglia, sezione inclusione sociale attiva e innovazione reti sociali dell’assessorato al welfare, ha approvato le linee guida finalizzate alla modifica dello statuto delle organizzazioni di volontariato (Odv) e delle associazioni di promozione sociale (Aps), recependo quanto previsto dal d.lgs. n. 117/2017 e s.m.i. Entro il 2 agosto 2019, pertanto, Acogi Onlus, si adeguerà alla riforma del Terzo settore modificando il proprio statuto con l’obiettivo di conseguire lo status di “Ente del Terzo settore” e affrontare unitamente al Comune le procedure amministrative connesse agli adeguamenti statutari.

Resterà la descrizione dell’Acogi Onlus come “associazione non lucrativa di utilità sociale con l’esclusivo perseguimento di finalità di solidarietà sociale su tutto il territorio nazionale”. In conformità alle disposizioni normative in vigore, in ossequio al dettato dell’art. 32 del d. lgs. n. 117/2017, l’associazione comprenderà nella denominazione l’acronimo ETS, Ente del Terzo Settore. Il presidente Ugo Cifone confermerà, ancora una volta, la gratuità dei servizi di consulenza legale e fiscale, servizi di comunicazione, servizio di supporto di studio e ricerca di dati e notizie sul settore del gioco e sulle scommesse sportive nonchè approfondimenti e attività progettuali mirati alla prevenzione della dipendenza da gioco. “A tal proposito – dichiara Cifone – colgo l’occasione per rimarcare un altro obiettivo dell’associazione legato a specifici interessi imprenditoriali di settore, il confronto istituzionale diretto al recupero di un equilibrio tra tutela della salute pubblica  e diritto degli operatori a salvaguardare i propri investimenti nell’esercizio del diritto al lavoro, costituzionalmente garantito ma non attuato nel caso di specie. In un momento storico di involuzione giurisprudenziale rinnovo, oggi, la necessità di intervenire quale mediatore di un’importante trattativa istituzionale locale e nazionale per raggiungere un’intesa proficua non solo per i giocatori ma anche per quella categoria professionale, i centri scommesse, per i quali mi sono sempre speso sino ad ottenerne un riconoscimento ufficiale per il tramite della sentenza di Corte di Giustizia europea che mi vede protagonista e che ad oggi ricalca le pagine del diritto penale contemporaneo. Oltre alla tutela della salute pubblica dobbiamo recuperare il diritto al lavoro, quello lecito e garantito” ha concluso il presidente.