6 Set 2019 | News

Atalanta e Ats Bergamo unite contro l’azzardopatia



L’Atalanta dice no all’azzardopatia. E lo fa siglando un accordo con l’Ats (ex Asl) di Bergamo. Il documento firmato a Zingonia all’accademia Favini del centro sportivo di Bertolotti, produrrà una serie di iniziative contro il gioco d’azzardo, le dipendenze da alcol e droga, gli stili di vita non sani (come la sedentarietà) e tutto ciò che può essere d’ostacolo ad un corretto sviluppo della persona.

Secondo quanto riporta L’Avvenire (https://www.avvenire.it/attualita/pagine/azzardo-atalanta-bergamo) Il direttore generale dell’Ats Bergamo, Massimo Giupponi ha spiegato come l’Atalanta, identificandosi col territorio, “è un partner fondamentale per la tutela del benessere”. Ma non solo: “Ci occupiamo di formazione sportiva ma anche di educazione personale – aggiunge Stefano Bonaccorso, responsabile dell’attività di base del club neroazzurro – promuovendo uno stile di vita salutare dell’atleta”. Ed è lo stesso dirigente a parlare con chiarezza di “contrasto alle ludopatie”, anticipando fin d’ora che quest’azione “partirà dalla formazione interna dei 520 tesserati del settore giovanile”.

Tra le iniziative previste dall’accordo tra la squadra di calcio e l’Ats ci sono: diffusione di un’app telefonica contapassi in grado di stimolare i ragazzi, anche attraverso competizioni a distanza, verso la giusta dose di attività fisica, programmazione di eventi dedicati ai social network, strumenti in grado di aiutare il contrasto a fumo e dipendenze varie, e organizzazione di iniziative di prevenzione ed educazione alla salute ufficialmente legate all’immagine dell’Atalanta. Gli ambiti d’azione sono già definiti: l’Ats, con le sue competenze tecniche, proporrà le iniziative; sarà poi compito della società sportiva, nel momento in cui dovesse accoglierle, sottoporle sia al grande pubblico, mettendo a disposizione la sua immagine di club calcistico di serie A, sia direttamente al suo settore giovanile, sfruttando gli incontri settimanali con i ragazzi. “Noi siamo convinti che sia necessario crescere prima l’uomo e poi il campione. Perché se non cresci l’uomo, non avrai mai il campione” hanno dichiarato più volte i dirigenti dell’Atalanta.