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Giorno per giorno le notizie e gli aggiornamenti in primo piano dal mondo del gaming.

Una circolare operativa inviata dal Comando generale della Guardia di finanza (http://www.gdf.gov.it/documenti-e-pubblicazioni/circolari) a tutti i reparti dà il via a controlli a tappeto sull’utilizzo del reddito di cittadinanza nel gioco d’azzardo. “Il comando generale della Guardia di finanza – si legge nella nota – a completamento delle iniziative avviate nel delicato settore, ha appena emanato un’apposita circolare operativa che definisce, nei dettagli, gli adempimenti da seguire nel corso dell’intensa e quotidiana attività di controllo svolta nei confronti dei percettori del reddito di cittadinanza, con l’obiettivo di evitare che possano beneficiare del contributo economico persone che non ne abbiano diritto. Lo scopo declinato dalla misura è estremamente importante: si tratta di promuovere le condizioni di benessere e inclusione sociale delle persone e delle famiglie più bisognose, rimuovendo o, almeno, riducendo le situazioni di disagio dovute alle condizioni economiche o sociali di alcune, a vantaggio di tutti. L’attività dei militari della Guardia di finanza da tempo è mirata a individuare, tra gli attori dell’economia invisibile e illecita, quanti avranno ritenuto, a torto, anche di approfittare indebitamente di questo beneficio. Si tratta – prosegue ancora la nota della GdF – dei lavoratori ‘in nero’ o pagati con somme ‘fuori busta’, dei venditori abusivi, magari di merci contraffatte, di coloro che affittano le case in evasione d’imposta o che avviano una attività irregolare, rimanendo nascosti al fisco, o di quanti abbiano ottenuto il reddito di cittadinanza e che utilizzano i soldi percepiti nei giochi. A tal fine, è stato commesso incarico ai reparti speciali del corpo (in particolare, al Nucleo speciale spesa pubblica e repressione frodi comunitarie e quello speciale entrate), di elaborare specifiche progettualità per orientare, in maniera mirata e puntuale, i controlli. In particolare, il contrasto a questa detestabile forma di illecito, attraverso la quale taluni cercano di lucrare, senza averne diritto, una rendita indebita a carico delle finanze pubbliche, spesso aggiungendola ai proventi di attività irregolari o nascoste al fisco, rappresenta da sempre uno dei principali campi d’azione delle Fiamme Gialle, perseguito attraverso l’attuazione di appositi piani operativi”.




Gioco d’azzardo sì o no? E’ quanto ci si sta chiedendo dopo che il M5S ha presentato il nuovo programma di governo aumentando i punti da 20 a 26 ma eliminando completamente la voce sul gioco, e non solo (https://www.ilsole24ore.com/art/trivelle-inceneritori-gioco-d-azzardo-e-armi-i-punti-m5s-scomparsi-programma-ACasmjh). Il primo programma cinquestelle proponeva in forma esplicita il «contrasto al gioco d’azzardo», uno dei temi identitari del Movimento, all’interno di un paragrafo dedicato alla riorganizzazione dei servizi sanitari e all’attuazione del fascicolo sanitario elettronico. Motivo questo di critica anche da parte degli stessi pentastellati, basti pensare alle dichiarazioni del senatore Endrizzi (http://cifonenews.it/endrizzi-m5s-sul-nuovo-programma-di-governo-e-tra-questi-26-punti-non-ce-una-riga-sul-contrasto-allazzardo/).

Oggi invece il programma di Governo siglato da Partito democratico e Movimento 5 Stelle contempla non più 26 punti, ma 29, con il gioco che torna ad essere oggetto di azione governativa. Il riferimento è al punto numero 22, quello dedicato alla tutela dei beni pubblici, con una variazione nella dicitura: non più ‘contrasto al gioco d’azzardo’, ma ‘rafforzamento della azione di contrasto al gioco d’azzardo patologico’.






L’Atalanta dice no all’azzardopatia. E lo fa siglando un accordo con l’Ats (ex Asl) di Bergamo. Il documento firmato a Zingonia all’accademia Favini del centro sportivo di Bertolotti, produrrà una serie di iniziative contro il gioco d’azzardo, le dipendenze da alcol e droga, gli stili di vita non sani (come la sedentarietà) e tutto ciò che può essere d’ostacolo ad un corretto sviluppo della persona.

Secondo quanto riporta L’Avvenire (https://www.avvenire.it/attualita/pagine/azzardo-atalanta-bergamo) Il direttore generale dell’Ats Bergamo, Massimo Giupponi ha spiegato come l’Atalanta, identificandosi col territorio, “è un partner fondamentale per la tutela del benessere”. Ma non solo: “Ci occupiamo di formazione sportiva ma anche di educazione personale – aggiunge Stefano Bonaccorso, responsabile dell’attività di base del club neroazzurro – promuovendo uno stile di vita salutare dell’atleta”. Ed è lo stesso dirigente a parlare con chiarezza di “contrasto alle ludopatie”, anticipando fin d’ora che quest’azione “partirà dalla formazione interna dei 520 tesserati del settore giovanile”.

Tra le iniziative previste dall’accordo tra la squadra di calcio e l’Ats ci sono: diffusione di un’app telefonica contapassi in grado di stimolare i ragazzi, anche attraverso competizioni a distanza, verso la giusta dose di attività fisica, programmazione di eventi dedicati ai social network, strumenti in grado di aiutare il contrasto a fumo e dipendenze varie, e organizzazione di iniziative di prevenzione ed educazione alla salute ufficialmente legate all’immagine dell’Atalanta. Gli ambiti d’azione sono già definiti: l’Ats, con le sue competenze tecniche, proporrà le iniziative; sarà poi compito della società sportiva, nel momento in cui dovesse accoglierle, sottoporle sia al grande pubblico, mettendo a disposizione la sua immagine di club calcistico di serie A, sia direttamente al suo settore giovanile, sfruttando gli incontri settimanali con i ragazzi. “Noi siamo convinti che sia necessario crescere prima l’uomo e poi il campione. Perché se non cresci l’uomo, non avrai mai il campione” hanno dichiarato più volte i dirigenti dell’Atalanta.






Pesanti le denunce del consigliere cinquestelle della Regione Basilicata, Giovanni Perrino, sulle recenti nomine dei dirigenti. Così come riportato dall’agenzia di stampa del consiglio regionale (http://consiglio.basilicata.it/consiglioinforma/detail.jsp?otype=1120&id=3441716#.XUqgqOgzbIU) Perrino ha mosso perplessità su nomi coinvolti in inchieste su ‘ndrangheta e gioco d’azzardo illegale.

“Dopo gli insistenti rumors che si sono susseguiti nei giorni scorsi, finalmente sono giunte le nomine dei dirigenti generali dei Dipartimenti della Regione Basilicata. La nostra attenzione si è subito concentrata su due dei Dipartimenti più delicati della nostra Regione: Sanità e Ambiente. Ci aspettavamo qualcosa in linea con il vero significato del termine ‘cambiamento’ (in meglio): eppure, alla luce delle nomine fatte da Bardi, dubbi e perplessità hanno preso il sopravvento. […] nell’anno in cui si discuterà il rinnovo della concessione petrolifera Val d’Agri, fa una certa impressione vedere a capo del dipartimento ambiente tal Michele Busciolano. Busciolano ha un ‘variegato’ curriculum vitae: carriera da ufficiale nella Guardia di Finanza, poi nei servizi segreti per approdare da dirigente come responsabile della sicurezza di Enel. Salvo un sempre possibile caso di omonimia, le sue generalità vengono menzionate nelle carte dell’inchiesta ‘Black monkey’ che nel 2013 scoperchiò i business illeciti della ‘ndrangheta nel gioco d’azzardo illegale. Secondo gli inquirenti, Busciolano avrebbe avuto contatti con Nicola Femia, potente boss di ‘ndrangheta, considerato il re dei videopoker. I Pm parlavano di oscuri rapporti tra Nicola Femia da un lato e ‘dall’altro (con l’intermediazione del Dalle Donne), il colonnello Busciolano e un altro alto ufficiale della Guardia di finanza’. Crediamo che non sia un bel segnale per un dipartimento delicato come quello dell’Ambiente. Chissà cosa penserà della nomina di Busciolano l’indefesso assessore Gianni Rosa che negli anni scorsi non faceva sconti a nessuno”.

“Un altro segnale del presunto cambiamento sbandierato dal generale Bardi – aggiunge Perrino – è arrivato sul versante Sanità: dalle scuderie campane arriva Ernesto Esposito. Già ai vertici della sanità campana, Esposito è la risposta di Bardi alla ‘Sanitopoli’ lucana. Anche qui c’era forse da aspettarsi una scelta decisamente più coraggiosa e scevra da qualsiasi ombra. A quanto ci risulta anche nel percorso professionale di Esposito ci sarebbero inciampi e aspetti da chiarire: coinvolto nell’inchiesta su presunti illeciti nell’aggiudicazione di forniture di medicinali del 2013 e poi prescritto; attualmente Esposito risulterebbe indagato nell’inchiesta sugli appalti truccati nell’ASL Napoli 1. Dopo una lunga attesa, le nomine di Bardi fanno sorgere non pochi quesiti. Se il tanto annunciato cambiamento è questo, caro presidente, è un cambiamento in peggio: vorremmo sbagliarci, nell’interesse dei cittadini lucani. Ci stupisca e riveda subito le nomine all’Ambiente ed alla Sanità: ci dimostri che non è possibile addirittura far peggio di Pitella & Soci”.






Ultimatum dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli agli operatori delle slot: la tassa da 500 milioni deve essere pagata entro fine estate. Dopo l’ennesima sentenza da parte del Tribunale Amministrativo del Lazio sulla sua legittimità, l’AdM ora ne sollecita la riscossione.  Con la circolare di questi giorni, l’Agenzia ha quindi invitato i concessionari a “fornire un aggiornamento alla data odierna delle segnalazioni dei soggetti contrattualizzati che non hanno effettuato, in tutto o in parte, il versamento della quota di pertinenza delle somme dovute”, anche al fine di “aggiornare l’Autorità Giudiziaria e la Corte dei Conti in merito all’evoluzione della vicenda”. Ferma restando la riserva di “ogni azione a tutela degli interessi erariali anche in riferimento all’eventuale inerzia dei concessionari rispetto al recupero delle somme”. Come noto, la legge di Stabilità 2015 prevedeva l’imposizione di un onere aggiuntivo di 500 milioni (https://www.hbg-gaming.it/tassa-da-500-milioni-concessionari-slot-segnalano-ad-adm-migliaia-di-gestori-inadempienti/) a carico “della filiera”, in modo del tutto generale, con i concessionari di rete che rappresentano però il sostituto di imposta e, quindi, il referente dell’amministrazione incaricato di versare le spettanze allo Stato.  Versamento che, giurisprudenza ha chiarito nel tempo, sarebbe avvenuto in seguito a una “ripartizione delle somme al netto delle vincite, rinegoziando i relativi aggi e compensi”. Chiamando in causa pertanto anche gestori ed esercenti.

Da qui l’azione ulteriore dei concessionari i quali a loro volta hanno sollecitato i gestori collegati alla loro rete a versare il contributo da loro dovuto ai sensi della stessa norma. Nonostante molti lo ritenessero un “prelievo forzoso” e illegittimo, la giurisprudenza non gli ha dato ragione. Sulla legittimità della disposizione si era già espressa la Corte Costituzionale, il Tar del Lazio e il Tribunale civile di Roma. Ora l’ultimatum: gli operatori devono versare le cifre richieste, a cui si aggiungono anche i dovuti interessi.  






Ignorate le linee guida Agcom (http://cifonenews.it/il-pentastellato-endrizzi-torna-ad-attaccare-agcom/), è pronta la nuova circolare ministeriale che vieta ogni forma di pubblicità di giochi, scommesse e azzardo. A annunciarlo ieri il sottosegretario con delega ai giochi Alessio Villarosa, del M5S. Il testo che decreta il divieto di ogni forma di pubblicità, anche sul fronte della semplice informazione generica, al limite della censura, dovrebbe diventare operativo a breve, crisi di governo permettendo.

Le sanzioni da applicare nell’ipotesi di violazione vanno dalla sospensione del diritto di concessione a, nei casi più gravi e reiterati, la revoca della concessione medesima. La circolare rileva infatti come le società concessionarie del gioco pubblico, essendo legate a un rapporto vincolante con l’Amministrazione, il ministero dell’Economia, agiscano come incaricate di servizio pubblico e restino sotto il controllo del Parlamento. In questa veste devono astenersi da commissionare o realizzare qualsiasi forma di pubblicità della società o del prodotto o di iniziative che in maniera diretta, indiretta o occulta possa incidere sulla volontà del consumatore indirizzandola verso il consumo di gioco pubblico. Non solo: devono a loro volta vigilare perché sia rispettato il divieto totale.

Il documento del governo prende le distanze dalle Linee guida Agcom e chiede di rivederle. A tal proposito Villarosa ha dichiarato: “Il nostro divieto di pubblicità del gioco d’azzardo era molto chiaro e vogliamo che vengano seguite quelle direttive, faremo di tutto per far sì che la pubblicità diretta e indiretta del gioco d’azzardo non avvenga in modo da tutelare i cittadini. L’amministrazione ha già avviato l’iter per approvare un Codice unico dei giochi al fine di individuare una strategia di contenimento rispetto all’attuale business”. La delibera Agcom invece stabiliva sì il divieto di qualsiasi forma di pubblicità escludendo tuttavia dall’ambito di applicazione “le comunicazioni di mero carattere informativo fornite dagli operatori di gioco legale” così come “i servizi informativi di comparazione di quote o offerte commerciali dei diversi competitors”. Ad esempio, si afferma nel testo, “non sono da considerarsi pubblicità le informazioni limitate alle sole caratteristiche dei vari prodotti e servizi di gioco offerto, laddove rilasciate nel contesto in cui si offre il servizio di gioco a pagamento”. Eccezioni che ora la circolare punta a superare.




Giocare nel cyber-spazio sì, ma con intelligenza. E’ l’obiettivo di Cybercity Chronicles, la prima applicazione istituzionale italiana di “intrattenimento educativo”, sviluppata e promossa dal Dipartimento delle informazioni per la sicurezza della Presidenza del Consiglio dei Ministri (http://www.sicurezzanazionale.gov.it/sisr.nsf/archivio-notizie/cybercity-arriva-il-primo-videogioco-ambientato-nel-cyberspazio.html). E’ la prima volta che capita in Europa: un dipartimento per la sicurezza si è messo a comunicare attraverso media come i giochi elettronici.

L’iniziativa nasce nell’ambito della campagna ‘Be Aware Be Digital’ promossa dalla Sicurezza Nazionale e volta a sensibilizzare gli studenti italiani, oltre che docenti e famiglie, all’uso positivo, corretto e consapevole di internet, dei social media e delle nuove tecnologie. L’obiettivo di Cybercity Chronicles infatti è proprio quello di creare una relazione tra didattica e nuove tecnologie: far appassionare il giocatore al videogioco, coinvolgendolo nell’avventura e trasmettendogli nozioni e informazioni utili alla sua crescita culturale e digitale. Il lancio della app è avvenuto all’Istituto Comprensivo Regina Margherita di Roma, alla presenza del dirigente scolastico Pasqualina Mirarchi, del presidente Giuseppe Conte, del direttore generale del DIS, Gennaro Vecchione, la direttrice per l’intelligenza artificiale e l’industria digitale della Commissione europea, Lucilla Sioli, e del presidente dell’Associazione editori sviluppatori videogiochi italiani (AESVI), Marco Saletta.

Si tratta di una action adventure in stile ‘cyber-classic‘, dal momento che la narrativa del videogioco riprende il mito di Teseo e Arianna, riadattato in un’ambientazione cyberpunk. Ci troviamo nel 2088. Cybercity è la prima città immaginaria del mondo dove l’innovazione tecnologica si è così evoluta al punto da mutare la vita, le abitudini e le interazioni sociali dei suoi cittadini. Finché le meraviglie della rivoluzione digitale hanno cominciato a far emergere anche i primi rischi. Attraverso questa iniziativa il governo italiano risponde concretamente all’invito fatto dalla Commissione Europea a tutti i Paesi membri dell’Unione a promuovere iniziative di educazione digitale nelle scuole, al fine di stimolare gli alunni ad un atteggiamento più critico rispetto ai contenuti dei social e della rete. La app è scaricabile gratuitamente.


Parole che pesano come macigni quelle del sindaco di Gorizia, Rodolfo Ziberna, su quella che, nel goriziano, sembra essere una vera e propria emergenza da gioco d’azzardo (http://federsanita.anci.fvg.it/comunicazione/notizie/la-stretta-del-comune-di-gorizia-contro-le-slot-nei-locali-della-citta-macchinette-vietate-a-500-metri-da-scuole-chiese-e-banche-in-un-anno-ogni-goriziano-brucia-744-euro-in-giochi-d2019azzardo): “Basta macchinette. Ce ne sono sin troppe e dobbiamo anche scontare la presenza, oltreconfine, dei casinò. Faremo la nostra parte, senza dimenticare che nel 2021 entrerà in vigore la nuova regolamentazione imposta dalla Regione che avrà i connotati di una mannaia”.

 I dati infatti sarebbero allarmanti: a Gorizia, la ludopatia è un problema serio. Nell’Isontino le slot sono una ogni 128,9 abitanti: un dato che piazza il Goriziano al vertice in regione. E scartabellando fra i dati dell’Aas Bassa Friulana-Isontina si scopre che, in provincia, ci sono 1.077 macchinette, di cui 225 nel solo capoluogo. Non solo. Ogni anno, soltanto in città, quasi 5 milioni di euro finiscono nelle macchinette brucia-soldi. “Non secondario il fatto che il gioco – fa eco l’assessore comunale al Welfare, Silvana Romano – è fonte di disgregazione di tante famiglie. Il disagio sociale aumenta perché non c’è lavoro e le persone in difficoltà pensano di poter risolvere i problemi della loro vita sfidando la sorte e attaccandosi alle slot”. In tutto il Friuli Venezia Giulia, gli apparecchi autorizzati dall’Aams (Agenzia delle dogane e dei monopoli che sovrintende alle giocate) sono più di 15 mila. Ma si potrebbero inserire nel calderone anche i gratta&vinci e tutte le lotterie istantanee. E a giocare sono tutti: giovani, famigliole, anziani, persino disoccupati che tentano la fortuna con i pochi soldi in tasca.
Secondo il consigliere di maggioranza, Andrea Tomasella, “quest’amministrazione sta lavorando molto bene per porre un freno alla pericolosa diffusione delle macchinette mangiasoldi: infatti, nel prossimo regolamento di Polizia locale, saranno finalmente previsti tutta una serie di paletti per andare verso la desertificazione delle slot e new slot a Gorizia. Non ci deve essere spazio per tali dispositivi infernali che rappresentano una vera e propria tassa sulla speranza di chi, però, non ha più speranza. Reputo la battaglia contro chi specula sulla povertà e la disperazione della dipendenza da gioco d’azzardo patologico una battaglia di civiltà, da combattere con tutte le associazioni, i comitati, i cittadini liberi che non sono condizionati né dai soldi né dalle lobby. Il gioco d’azzardo è un prodotto nocivo per la salute umana e danneggia l’economia produttiva poiché ogni euro in azzardo è un euro in meno per il nostro commercio e tutto l’indotto. Inoltre, come amministratore, ritengo che il mio dovere sia quello di preoccuparmi laddove esiste una problematicità e di adoperarmi per proteggere e servire la comunità”




Da Palermo a New York, gioco illegale e mafia sgominati nella mega operazione internazionale denominata ‘New Connection’. Dall’alba piu’ di 200 uomini della Squadra Mobile di Palermo, del Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato e del Federal Bureau of Investigation (FBI https://www.fbi.gov/) di New York stanno eseguendo arresti e fermi, disposti dalla Dda del capoluogo siciliano, di boss e gregari del mandamento mafioso di Passo di Rigano (Palermo). Il blitz ha svelato il forte legame tra Cosa Nostra palermitana e la criminalita’ organizzata statunitense, in particolare il potente Gambino Crime Family di New York. Gli arrestati sono accusati, a vario titolo, di associazione per delinquere di tipo mafioso, estorsione aggravata, concorso esterno in associazione mafiosa, trasferimento fraudolento di valori aggravato, concorrenza sleale aggravata dal metodo mafioso. Tra i reati anche il gioco illecito. L’inchiesta, coordinata dalla Dda guidata dal procuratore Francesco Lo Voi, ha fatto emergere anche la forte capacita’ pervasiva, da parte della famiglia mafiosa di Passo di Rigano, sull’economia del quartiere. Ciascun uomo d’onore, nel clan, aveva un ruolo e una mansione specifica nella gestione degli affari. Nel mandamento, inoltre, ogni attività economica, dalla fornitura alimentare, all’ingrosso, alla gestione dei giochi e delle scommesse online, era controllata dalla mafia che gestiva anche il racket delle estorsioni.

“Le indagini dell’operazione, denominata New connection – si legge in una nota della Polizia di Palermo – hanno registrato il forte legame instaurato tra Cosa Nostra palermitana e la criminalità organizzata statunitense, con particolare riferimento alla potente Gambino Crime Family di New York, nonchè la forte capacità pervasiva, da parte della famiglia mafiosa di Passo di Rigano, sull’economia legale dell’omonimo quartiere, secondo una capillare divisione di ruoli e mansioni: dalla fornitura alimentare all’ingrosso alle classiche estorsioni, passando per la gestione dei giochi e delle scommesse on line. A Passo di Rigano avevano ricostituito la loro roccaforte criminale importanti esponenti della famiglia Inzerillo, una storica cellula mafiosa palermitana, decimata negli anni ’80 dalla seconda guerra di mafia. Agli esiti delle indagini, è risultato infatti che questi scappati, rientrati in Italia nei primi anni duemila, avessero ricostituito le file della famiglia, anche grazie al ritrovato equilibrio con la fazione criminale avversa. Nel corso dell’operazione si è proceduto al sequestro preventivo, tra beni mobili, immobili e quote societarie, riconducibili agli indagati e quantificato nell’ordine di circa tre milioni di euro”. 




Arriva dai senatori del Pd l’interrogazione ai ministri dell’Economia e Finanze, dello Sviluppo economico e delle Politiche sociali in materia di gioco. Nel testo si chiede: “a che punto siano i lavori sul riordino della normativa in materia di gioco d’azzardo,considerato che il ‘contratto di governo’ prevedeva una serie di misure finalizzate a ridurre il fenomeno della ludopatia? E quali iniziative il Governo intende intraprendere al fine di bloccare le spinte delle ‘lobby’ sui Consigli regionali per adottare una proroga all’entrata in vigore del ‘distanziometro’ dai ‘luoghi sensibili’, sulla cui misura si è pronunciata anche la Corte costituzionale?”. I senatori, capeggiati da Edoardo Patriarca nell’interrogazione chiedono che il Governo debba “dire con chiarezza da che parte sta: se dalla parte delle istanze della società civile, in parte acquisite nel contratto di governo, oppure se continui l’atteggiamento ambiguo che è segno evidente e oggettivo di contraddizione tra il Movimento 5 stelle e la Lega”. Infatti, ricordando che “il consiglio dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha approvato il 18 aprile 2019, in via definitiva, le linee guida riguardanti l’attuazione dell’articolo 9 del ‘decreto dignità’ (decreto-legge n. 87 del 2018, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 96 del 2018), che prevede il divieto di pubblicità e sponsorizzazioni del gioco d’azzardo” e che “nonostante nelle linee guida venga ribadita l’attenzione al contrasto del fenomeno della ludopatia, il rischio è che le modalità attuative del divieto di pubblicità, sponsorizzazioni e tutte le altre forme di comunicazioni a contenuto promozionale relative a giochi o scommesse con vincita in denaro, contenute nella delibera, possano rendere inefficacie tale divieto”. E ancora: “il ‘contratto per il Governo del cambiamento’, siglato un anno fa da Lega-Salvini premier e Movimento 5 Stelle, in tema di gioco d’azzardo impegnava le due forze politiche a prevedere una serie di misure per contrastare il fenomeno della dipendenza che crea forti danni sia socio sanitari che all’economia, reale e produttiva, tra le quali: divieto assoluto di pubblicità e sponsorizzazioni; trasparenza finanziaria per le società dell’azzardo; strategia d’uscita dal machines gambling (slotmachines, videolottery) e forti limitazioni alle forme di azzardo con puntate ripetute; obbligo all’utilizzo di una tessera personale per prevenire l’azzardo minorile; imposizione di limiti di spesa; tracciatura di flussi di denaro per contrastare l’evasione fiscale e infiltrazioni mafiose. Analogamente, si rende necessaria una migliore regolazione del fenomeno, attraverso strumenti quali, ad esempio, l’autorizzazione all’installazione delle slot machine – Vlt solo in luoghi definiti (no bar, distributori ecc), limitazione negli orario di gioco e l’aumento della distanza minima dai luoghi sensibili (scuole e centri di aggregazione giovanile)”.