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Giorno per giorno le notizie e gli aggiornamenti in primo piano dal mondo del gaming.

“Ci sentite parlare di reddito di cittadinanza, superamento della Legge Fornero, abbassamento delle tasse, interventi nella sanità, superamento della buona scuola, di disabilità. Faremo un ministero della disabilità, bloccheremo la proliferazione del gioco d’azzardo. Tutti temi che sono stati ignorati o peggiorati”. Queste le parole pronunciate, durante un incontro elettorale a Imola, dal capo politico del Movimento 5 Stelle, Luigi Di Maio, che ha voluto mettere in evidenza i principali temi che il nuovo governo Lega-Movimento 5 Stelle affronterà con decisione. “Io a questo punto – ha concluso Di Maio – sono molto tranquillo, perché abbiamo portato al Governo il nostro vero leader che è il programma. Sono le istanze dei cittadini”.


Stretta contro il gioco irregolare in provincia di Cagliari. La Squadra Volante e la Squadra Amministrativa della Divisione Polizia Amministrativa e Sociale, hanno scoperto che un apparecchio, installato in un circolo privato di Quartu Sant’Elena, non era collegato alla rete telematica dei Monopoli di Stato ed inoltre privo di nulla osta per l’esercizio.

Il titolare dell’esercizio, senza autorizzazioni del sindaco per poter somministrare alimenti e bevande, è stata sanzionato con una multa di € 2.300.

La polizia, inoltre, ha confiscato i 500 euro presenti nelle slot.


Nell’ambito dei controlli effettuati a Sansepolcro, in provincia di Arezzo, i Carabinieri hanno denunciato tre uomini per riciclaggio in concorso nonché, aver trasferito sui propri conti somme di danaro, recuperate in parte su appositi siti web destinati al gioco online truccati e in parte ottenute tramite prelievi fraudolenti da carte di credito clonate.

Inoltre, un sessantenne, è stato denunciato con la stessa accusa, dacché trasferiva centinaia di euro provento di truffe telefoniche, su alcuni conti gioco intestati a se stesso.


Bocciata dal Consiglio Comunale di Vigevano, in provincia di Pavia, la proposta esposta da Luca Mazzola, capogruppo del Movimento 5 stelle, la quale chiedeva la convocazione della commissione “regolamenti e affari istituzionali” per discutere e approvare un regolamento comunale contro il gap nonchè «valutare possibili incentivi a favore degli esercizi commerciali e circoli che risultino privi di apparecchi per il gioco d’azzardo lecito o che apprestino volontariamente alla loro completa disinstallazione, sotto forma di sgravi fiscali in percentuale o sotto qualsivoglia altra forma».

Dialogo e confronti con esperti del settore nell’ambito del mondo scolastico e cittadino tutto erano poste in evidenza.

Tuttavia, la maggioranza ha dichiarato: “La lotta alla ludopatia è già praticata, sia attraverso le disposizioni della legge regionale sia all’interno del Piano di governo del territorio”.

 “Il Pgt regola solo i nuovi insediamenti e lo stesso succede per gli oneri di urbanizzazione. Io sostengo che un sistema premiale sia l’unico capace di contrastare l’installazione delle slot nella nostra città – ha concluso Mazzola –”.


La divisione polizia amministrativa di Palermo ha sottoposto a sequestro tutte le attrezzature informatiche presenti in cinque  di centri scommesse irregolari ed elevato sanzioni per oltre 50 mila euro in danno dei titolari degli stessi. Sono sei le attività passate al setaccio dagli agenti, e nessuna delle quali era in possesso di autorizzazione; inoltre, sono state emesse multe per 30.000 euro in danno dei titolari di internet point in possesso di slot non collegate all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli di Stato.


“Il Sindaco di Genova per la prima volta ha detto sì alla legge salva-slot”. E’ quanto affermano i consiglieri regionali Pd, Lunardon e Rossetti ritenendo quindi esplicita la volontà di approvazione della sanatoria. Sebbene infatti sia stato approvato il disegno di legge della Regione Liguria, l’assemblea del Consiglio delle autonomie locali (Cal), formato da Comuni e Province della Liguria ha respinto l’emendamento proposto dal Sindaco di Celle (SV), Franco Zunino (PD) che prevedeva di introdurre nel testo l’azione retroattiva ai distanziometri per le sale giochi riguardo ai cosiddetti punti sensibili.

L’emendamento, non ha trovato pertanto accoglimento in considerazione del fatto che  La legge Toti prevede regole più rigide e ancor più limitative rispetto all’obbligo di distanze previste fino ad ora ma restano  riservate esclusivamente alle nuove sale slot.


E’ stata presentata a Gela (CL) una mozione per discutere in Consiglio, il 15 maggio 2018, su possibili interventi relativamente alla diffusione sul territorio delle slot machine e del rischio dipendenza che ne può scaturire. Tramite questa mozione, i consiglieri di Energie per l’Italia, Luigi Di Dio e Francesca Caruso, chiedono a sindaco e Giunta, di ricorrere a strumenti di prevenzione e informazione a garanzia di tutti gli utenti del comparto gioco con particolare tutela a riguardo dei consumatori giovani e anziani. Oltre a ciò, chiedono di mettere in atto misure che disincentivino l’impiego delle slot negli esercizi pubblici attraverso agevolazioni e sgravi fiscali.

Vengono richieste limitazioni d’orari, distanza da luoghi sensibili, nonché pubblici e visibili forme di avvertimento del rischio di dipendenza da gioco d’azzardo patologico.


In seguito ad una minuziosa indagine attuata dalla Direzione Distrettuale Antimafia, i Carabinieri del Reparto Operativo di Caserta e quelli della Compagnia di Capua hanno dato attuazione, tra Pignataro Maggiore e i comuni limitrofi, nella provincia di Caserta, a sei ordinanze di custodia cautelare in carcere, emesse dal Gip presso il Tribunale di Napoli, su richiesta della locale D.D.A., avverso soggetti appartenenti al Clan “Ligato” di Pignataro Maggiore (CE), incriminati di associazione di tipo mafioso, estorsioni, lesioni e minacce, con la circostanza aggravante del metodo mafioso.

A seguito di una lunga attività investigativa intrapresa nel Novembre del 2015, i militari sono riusciti a disarticolare l’attuale vertice del clan “LIGATO”. Tali scrupolose investigazioni, svolte tramite attività tecniche, prove testimoniali e tipici servizi di osservazione-controllo-pedinamento, hanno dato la possibilità di raccogliere molteplici indizi nei confronti degli indagati, grazie alle quali, si è potuto decifrare ed accertare le responsabilità di svariate azioni criminose che si sono verificate nei confronti di operatori commerciali di Pignataro Maggiore e Comuni limitrofi.  Le indagini summenzionate hanno, difatti, messo in evidenza la circostanza il clan “Ligato” ha cercato di riorganizzarsi e di rafforzarsi dal punto di vista economico, controllando le attività economiche territoriali (lecite e illecite), le estorsioni ai danni degli esercizi commerciali ed il reinvestimento speculativo dei capitali in attività illecite e nel traffico di stupefacenti.

E’ stato altresì verificato, un palese tentativo del clan di prendere controllo della gestione del settore relativo alle apparecchiature slot machine installate nei pubblici esercizi del territorio.


“Misure di contrasto al fenomeno della ludopatia e razionalizzazione dei punti di rivendita di gioco pubblico” così viene presentato il nuovo Disegno di Legge presentato in Senato.

Se nelle finalità elencate la proposta legislativa può considerarsi fattibile sotto un aspetto pratico si traduce in realtà, ad un rigoroso proibizionismo nascosto cui seguirà chiusura di attività legalmente riconosciute.

Il Ddl,  “si propone di dettare criteri più stringenti all’installazione degli apparecchi da intrattenimento al fine di limitarne l’accesso indiscriminato”.

La mission è quindi “evitare l’eccessivo frazionamento e polverizzazione della offerta di gioco, innalzare la professionalità degli operatori allo scopo di proteggere le categorie più deboli, contrastare il fenomeno del gioco illegale”.

Decisamente “interessanti” sono i divieti imposti e i diversi criteri di installazione che il disegno di legge contempla: vietata l’installazione delle new slot “in quegli esercizi commerciali con attività principale diversa dalla commercializzazione dei prodotti di gioco pubblico che abbiano una superficie inferiore ai 20 metri quadrati. L’installazione è inoltre vietata negli stabilimenti balneari, nei circoli privati, nei centri di raccolta scommesse che raccolgono in Italia per conto di operatori esteri – e che operano in forza della sentenza cosiddetta ‘Costa Cifone’ emessa il 16 febbraio 2012 dalla Corte di giustizia dell’Unione europea – e nelle sale pubbliche da gioco dove, in aggiunta, è vietata anche l’installazione delle Vlt di cui all’articolo 110, comma 6, lettera b), del testo unico di pubblica sicurezza”.

Rideterminato  il numero massimo di dispositivi che è consentito installare sulla scorta di diversi fattori tra cui  superficie dei locali destinata alla vendita o all’attività economica e sociale;  previsti inoltre criteri di realizzazione dei locali destinati all’installazione delle new slot le quali “devono essere architettonicamente separati dalle aree destinate all’attività principale dell’esercizio e la loro superficie non deve essere prevalente rispetto a quella dedicata all’attività principale. In tali locali deve essere prevista un’apposita area destinata ai fumatori nel pieno rispetto della normativa anti-fumo”.

A ciò si aggiungano limitazioni in materia di orari di gioco, indicazioni rigorose sulla disposizione geografica   degli apparecchi, in materia di distanza dai luoghi sensibili.

Si prevede la devoluzione del 30 percento delle entrate derivanti dal Preu alle amministrazioni comunali demandando le modalità di attribuzione della quota parte dovuta spettante ad un successivo decreto del Ministero dell’economia e finanze.

Sono inoltre disposte limitazioni ulteriori nell’uso delle  carte di debito per il pagamento delle giocate e vengono fissate “una serie di misure dedicate al contrasto del gioco illegale o irregolare, nonché a garantire il versamento di una garanzia fidejussoria anche da parte di quei soggetti giuridici con sede operante all’estero che fino ad ora lo hanno evitato, equiparandoli di conseguenza agli operatori italiani”.

Il testo integrale del Disegno di Legge
Art. 1.
(Finalità)
1. Finalità della presente legge è ridurre l’attuale frazionamento e frammentazione dei punti di offerta di gioco esistenti sul territorio, tale da renderne impossibile il controllo da parte degli organi a ciò deputati, e dove non è parimenti possibile assicurare l’idonea professionalità degli operatori a tutela delle fasce più deboli di giocatori, ovvero dei minorenni a cui il gioco è vietato. Inoltre, finalità della presente legge è stimolare l’adeguamento professionale degli operatori del gioco legale, contrastare il gioco illegale o irregolare, e limitare gli eccessi di gioco che possono favorire l’insorgenza di gioco d’azzardo patologico.
Art. 2.
(Nuovi criteri per l’installazione degli apparecchi da intrattenimento)
1. A decorrere dal 1º giugno 2018:
a) è vietata:
1) nei punti vendita aventi attività principale diversa dalla commercializzazione dei prodotti di gioco pubblici, con superficie destinata all’attività principale non superiore a 20 metri quadrati, l’installazione degli apparecchi da intrattenimento di cui all’articolo 110, comma 6, lettera a), del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, di cui al regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, di seguito denominato Tulps;
2) negli stabilimenti balneari e nei circoli privati di qualsiasi natura e scopo sociale, l’installazione degli apparecchi da intrattenimento di cui all’articolo 110, comma 6, del Tulps;
3) nei centri di trasmissione dati (Ctd) per la raccolta di scommesse operanti sul territorio nazionale in base alla sentenza della Corte di giustizia dell’Unione europea del 16 febbraio 2012, l’installazione degli apparecchi da intrattenimento di cui all’articolo 110, comma 6, lettere a) e b), del Tulps;
4) nelle sale pubbliche da gioco in cui è concesso l’accesso ai minori di anni 18, l’installazione degli apparecchi di cui all’articolo 110, comma 6, del Tulps;
5) in ciascun bar, ristorante e esercizi assimilati con superficie non inferiore ai 20 metri quadrati e non superiore ai 50 metri quadrati, l’installazione di oltre due apparecchi di cui all’articolo 110, comma 6, lettera a), del Tulps. Il numero degli apparecchi è elevabile di una unità per ogni 50 metri quadrati ulteriori di superficie, fino ad un numero massimo di sei apparecchi;
6) in ciascun albergo ed esercizio assimilabile, l’installazione di un numero di apparecchiature di cui all’articolo 110, comma 6, lettera a), del Tulps superiore a uno ogni venti camere. Il numero di tali apparecchi o congegni non può essere superiore a quattro fino a 100 camere, elevabile di una unità per ogni ulteriori 100 camere, fino ad un numero massimo pari a sei;
b) in tutti gli esercizi commerciali di cui al presente articolo gli apparecchi da intrattenimento di cui all’articolo 110, comma 6, lettera a), del Tulps, sono collocati in locali strutturalmente e architettonicamente separati dalle aree destinate dall’attività principale dell’esercizio. Tali locali separati prevedono un’apposita area dedicata ai fumatori realizzata sulla base dei requisiti tecnici di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 23 dicembre 2003, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 300 del 29 dicembre 2003, in materia di tutela della salute dei non fumatori. La superficie complessiva destinata all’installazione degli apparecchi da intrattenimento non può essere superiore a quella dedicata all’attività principale del locale;
d) i preposti alle sale gioco devono far parte di un apposito albo, a cui si accede dopo aver seguito apposito corso abilitante, organizzato a cura delle regioni.
Art. 3
(Disciplina degli orari di apertura e dell’ubicazione geografica delle sale giochi)
1. L’orario di esercizio delle sale giochi, salvo orari più restrittivi approvati con legge regionale, è fissato dalle ore 10:00 alle ore 13:00 e dalle ore 17:00 alle ore 22:00 per tutti giorni della settimana, compresi i giorni festivi. Gli orari di funzionamento degli apparecchi di intrattenimento e svago con vincita in denaro, di cui all’articolo 110, comma 6 del Tulps, collocati in altre tipologie di esercizi, quali autorizzati dagli articoli 86 e 88 del medesimo testo unico, è fissato dalle ore 10:00 alle ore 13:00 e dalle ore 17:00 alle ore 22:00 per tutti giorni della settimana, compresi i giorni festivi. Gli stessi apparecchi, nelle ore di non funzionamento, devono essere spenti tramite l’apposito interruttore elettrico di ogni singolo apparecchio.
2. Qualsiasi locale in cui viene svolta l’attività di sala pubblica da gioco deve essere distante almeno m. 1.000 da:
a) istituti scolatici e universitari;
b) impianti sportivi e centri parrocchiali;
c) giardini e parchi pubblici;
d) ospedali;
e) centri anziani.
3. In tutti gli esercizi in cui sono installati apparecchi da gioco, il titolare della relativa autorizzazione di esercizio (o titolo equivalente) è tenuto all’esposizione:
a) di apposite targhe, in luogo ben visibile al pubblico, di formule di avvertimento sul rischio di dipendenza dalla pratica di giochi con vincita in denaro e un apposito cartello contenente formule di avvertimento e riferimenti sul rischio di dipendenza dalla pratica di giochi con vincita in denaro;
b) del cartello indicante l’orario di apertura delle sale giochi e/o di funzionamento degli apparecchi.
4. Al fine della tutela della salute, per evitare che la disponibilità immediata di denaro contante costituita incentivo al gioco, il locale in cui viene svolta l’attività di sala pubblica da gioco deve essere distante almeno m. 100 da sportelli bancari, postali o bancomat, agenzie di prestito di pegno o attività in cui si eserciti l’acquisto di oro, argento o altri oggetti preziosi.
5. La distanza tra i locali in cui viene svolta l’attività di sala pubblica da gioco e i luoghi di cui ai precedenti commi è calcolata dal centro della porta di ingresso del locale, seguendo il percorso pedonale più breve, nel rispetto del Codice dalla strada, fino al centro della porta di ingresso dei luoghi di cui ai commi precedenti.
6. L’esercizio delle attività di cui alla presente legge è vietata negli immobili di proprietà pubblica o in gestione di enti pubblici a livello centrale, territoriale e locale di cui al comma 2 dell’articolo 1 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165.
Art. 4.
(Devoluzione del prelievo erariale unico ai territori)
1. Un importo pari al 30 per cento delle entrate derivanti dal prelievo erariale unico (Preu) applicato sugli apparecchi da intrattenimento di cui all’articolo 110, comma 6, lettera a) e b), del Tulps, è devoluta ai comuni per il finanziamento delle attività civico-amministrative di competenza.
2. Al fine di corrispondere ai comuni le entrate di cui al comma 1, il Ministero dell’economia e finanze individua con apposito decreto, entro 60 giorni dall’entrata in vigore della presente legge, le modalità attraverso le quali i concessionari di rete comunicano periodicamente i proventi da raccolta delle giocate su base comunale e le modalità di attribuzione ai comuni della quota parte ad essi spettante.
Art. 5.
(Divieto d’utilizzo delle carte di debito per il pagamento delle puntate di gioco)
1. Negli esercizi commerciali di cui all’articolo 2 è vietato mettere a disposizione del giocatore strumenti per il pagamento delle giocate effettuate con gli apparecchi da intrattenimento di cui all’articolo 110, comma 6, del Tulps, mediante carte di debito.
2. In caso di violazione delle disposizioni di cui al comma 1 il trasgressore è punito con una sanzione amministrativa da euro 1.000 a euro 10.000 per ogni violazione del divieto.
Art. 6.
(Contrasto al gioco illegale ed irregolare)
1. L’apertura ed attività di soggetti che effettuino la raccolta di gioco attraverso l’utilizzo di Ctd con operatori esteri privi di concessione governativa è vietata. Tale divieto vale anche qualora l’attività legata al gioco non sia quella prevalente.
2. Il gioco del poker con vincita in denaro, in tutte le sue varianti, non è ammesso all’interno dei circoli privati.
3. È vietato installare apparecchi di intrattenimento di cui all’articolo 110, comma 6, del Tulps, presso i circoli privati.
4. L’esercizio dell’attività da parte di soggetti che effettuano la trasmissione dati verso operatori di scommesse esteri in possesso di concessione governativa è soggetto al versamento di una fidejussione bancaria o assicurativa a prima richiesta.
Art. 7
(Sanzioni)
1. Salvo quanto previsto dal comma 2 dell’articolo 5 della presente legge, per l’inosservanza degli obblighi prescritti dalla presente legge, il trasgressore è punito:
a) con una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 5.000 a euro 15.000 per la violazione degli obblighi di installazione degli apparecchi da intrattenimento di cui all’articolo 2;
b) con una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 500 a euro 5.000 per la violazione dei limiti di orario previsti dal comma 1 dell’articolo 3;
c) con una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 8.000 a euro 20.000 per la violazione dei limiti sulla collocazione geografica degli apparecchi previsti dal comma 2 dell’articolo 3;
d) con una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 1.000 a euro 5.000 per la violazione degli obblighi sull’informazione previsti dal comma 4 dell’articolo 3;
e) con una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 5.000 a euro 15.000 per la violazione della distanza degli apparecchi da intrattenimento da sportelli bancari, postali o bancomat, agenzie di prestito di pegno o attività in cui si eserciti l’acquisto di oro, argento o altri oggetti preziosi da sportelli previsti dal comma 5 dell’articolo 3;
f) con una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 5.000 a euro 20.000 per la violazione del divieto di esercizio di attività di gioco nei locali di enti pubblici previsto dal comma 6 dell’articolo 3.
2. In caso di particolare gravità o recidiva si applica, per un periodo da sette a 30 giorni, la misura accessoria della sospensione dell’attività delle sale giochi autorizzate di cui all’articolo 86 del Tulps, ovvero la sospensione del funzionamento degli apparecchi di intrattenimento e svago con vincita in denaro, di cui all’articolo 110, comma sesto del Tulps, collocati in altre tipologie di esercizi; la recidiva si verifica qualora la violazione delle disposizioni sia stata commessa per due volte in un anno, anche se il responsabile ha proceduto al pagamento della sanzione mediante oblazione ai sensi dell’articolo 16 della Legge 24 novembre 1981, n. 689, e successive modificazioni.
3. La violazione al provvedimento di sospensione di cui al precedente comma comporta l’applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 1.000 a euro 5.000, e la confisca amministrativa degli apparecchi da intrattenimento quali cose che costituiscono oggetto della violazione, come disposto dall’articolo 20 della legge 24 novembre 1981, n. 689, e successive modificazioni, previo sequestro cautelare ai sensi dell’articolo 13 della stessa legge.
4. Le altre violazioni alla presente legge, non disciplinate dal Tulps o da altre disposizioni normative specifiche, sono soggette al pagamento di una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 1.000 a euro 5.000.
5. La detenzione abusiva degli apparecchi comporterà l’obbligo di rimozione degli stessi entro 30 giorni dalla rilevazione della violazione.
6. L’accertata inottemperanza al provvedimento di rimozione di cui al comma precedente comporterà l’applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 5.000 a euro 10.000 e la confisca degli apparecchi, quali cose che costituiscono oggetto della violazione, come disposto dall’articolo 20 della legge 24 novembre 1981, n. 689, e successive modificazioni, previo sequestro cautelare ai sensi dell’articolo 13 della medesima legge.
7. Le violazioni al presente articolo non sono sanabili.
Art. 8
(Disposizioni finali)
1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.
2. Il Ministro dell’economia e delle finanze, entro 60 giorni dall’entrata in vigore della presente legge, provvede ad emanare gli appositi decreti attuativi.

Lunedì prossimo Sogei presenterà all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli il censimento delle slot “sopravvissute” al taglio previsto nella Legge di Stabilità 2016. Si tratta di una riduzione con la quale il Governo ha previsto che il numero delle slot istallate venisse ridotto del 30% (di fatto in realtà si è arrivati al 35%) per arrivare a un parco definitivo di 265mila macchine. Entro il 31 dicembre scorso le concessionarie dovevano tagliare il primo 15% e poi a fine aprile dovevano effettuare la sforbiciata definitiva.

In realtà – fa sapere l’agenzia Agimeg – le compagnie hanno accelerato il processo e già in occasione dell’ultima rilevazione – alcune settimane prima dello scadere del termine – in Italia restavano circa 300mila slot e quindi mancherebbe all’appello un taglio di sole altre 35mila macchine. In pratica sul territorio ci sono già oltre 100.000 slot in meno visto che si partiva da un totale di 407mila. Adesso resta quindi da verificare che tutte le concessionarie abbiano portato a termine il processo.

Nel caso in cui fossero rimaste più macchine del previsto, sarà ADM ad indicare quali macchine togliere, basandosi su due criteri. In primo luogo verificherà in quali regioni viene superata la quota – il numero di slot è stato fissato per ogni Regione – quindi si toglieranno gli apparecchi che incassano meno. I concessionari avranno quindi 10 giorni per adeguarsi alle indicazioni che riceveranno dall’ADM che, in caso di mancato taglio nei tempi previsti, provvederanno d’ufficio a togliere dal mercato le slot in eccesso. /Fonte Yahoo