Progetti

I progetti realizzati e in via di definizione a cura dell’Associazione Acogi.

Al via SOS Azzardo11, il progetto su scala locale per la prevenzione e il contrasto alla ludopatia, promosso dalle associazioni Magliana ’80 e Federconsumatori Lazio in collaborazione con il Municipio XI, finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e dalla Regione Lazio. L’assessora alla Persona, Scuola e Comunità solidale di Roma Capitale, Laura Baldassarre ha così commentato l’iniziativa:
“Dobbiamo lavorare sulla sensibilizzazione, ma soprattutto sulla percezione individuale del gioco d’azzardo, perché spesso le persone non riconoscono neanche il problema. Sarà fondamentale la valutazione dell’impatto delle politiche sociali a riguardo. Ci saranno fondi disponibili per rendere le nostre azioni efficaci e permanenti. Nessuno deve sentirsi solo. Vengono e verranno messi a disposizione nei prossimi mesi servizi gratuiti di assistenza legale, fiscale ed economica, orientamento a progetti di trattamento personalizzati, accompagnamento dei soggetti interessati attraverso percorsi psicoterapeutici e molto altro. Il progetto sviluppa una rete di sostegno principalmente ai giocatori d’azzardo patologici, ma anche a famiglie e conoscenti. Istituisce luoghi di aggregazione e sale giochi in cui diffondere una informazione consapevole e adeguata. Tutti gli interventi hanno messo in risalto un elemento. Le persone affette da tale dipendenza, che colpisce duramente anche familiari e amici, hanno bisogno di una rete di persone qualificate, preparate e sensibili all’argomento. Le leggi e il Regolamento adottato nel 2017 dall’Assemblea Capitolina ci aiutano nel percorso di prevenzione e contrasto del fenomeno. Ma importante è far capire dove può portare la dipendenza e prevedere politiche sociali adeguate, mettendo in collaborazione tutti i livelli istituzionali con cittadini e associazioni. L’elemento sottolineato dai relatori, infatti, è l’importanza del gruppo, come nucleo fondamentale in cui avviare il recupero delle persone, per poi passare al livello individuale. Adottando il Piano Sociale Cittadino dovremo garantire i diritti nel tempo ed erogare i servizi su tutto il territorio”.


Al via progetto-pilota per il centro Italia, “LinkUp – Collègati”, lanciato dal Comune di Città di Castello. Quarto nella graduatoria nazionale è stato finanziato da un bando della Regione diretto al terzo settore per 15mila euro. Altrettanti verranno da risorse locali e sarà terminato entro l’estate. “Secondo i dati dalla Asl, il gioco a Città di Castello muove un giro di affari pari a 60 milioni l’anno, per circa mille e cinquecento euro a tifernate. Un dato allarmante che tuttavia è solo la punta dell’iceberg di un fenomeno sommerso se si pensa che gli utenti in cura ai servizi nel 2017 erano soltanto 18 e che il concetto di dipendenza oggi tende ad arricchirsi di nuovi comportamenti additivi, legati ad internet e alla tecnologia”. Lo spiega l’assessore alle Politiche sociali Luciana Bassini, illustrando il progetto cofinanziato dalla Regione Umbria che mobilita cittadini, pensionati, studenti, contro vecchie e nuove dipendenze. Introdotte gratuitamente nuove forme di benessere come l’Estetica sociale, che aiuta chi ha una disabilità fisica ad acquisire un aspetto in linea con la desiderabilità sociale, migliorando la propria immagine esterna e l’autostima. “Da qui l’idea di lavorare sulle dipendenze, a prescindere dalla tipologia, e di coinvolgere cittadini, pensionati e giovani sulla ricerca di risorse anti-dipendenza, profondamente connesse alla realtà quotidiana” spiega la Bassini. “Le parole d’ordine sono partecipazione, innovazione sociale, reti e comunità per una azione di ricerca che non solo promuova la salute ma favorisca l’integrazione sociosanitaria del territorio dato da Monte Santa Maria Tiberina a Lisciano Niccone – spiega Paola Conti, rappresentante dell’associazione tifernate C’entro e progettista di LinkUp – In realtà il progetto è già in atto con incontri di mappatura insieme ai pensionati dello Spi-Cgil e della scuola Cavallotti durante i quali sono stati ricostruiti luoghi e modalità delle dipendenze. Da questo scambio saremo in grado di progettare servizi per intervenire e prevenire. La scommessa è molto ambiziosa, come nel caso del laboratorio di estetica sociale o il fitness rigenerativo che sono campi inesplorati anche per la scienza sociale”.

Giochiamo con moderazione

Riproposto presso gli istituti Secondari Superiori situati nelle sei province pugliesi.

Il campione è stato costituito da 270 soggetti, di cui 121 maschi e 149 femmine, con un’età compresa tra 13 e i 17 anni, tra le prime e seconde di varia tipologia ( Liceo, Istituto Professionale e Istituto Tecnico).

Circa il comportamento di gioco degli stessii studenti emerge che il 43% dei soggetti gioca con una percentuale che interessa il 27% di maschi e il 16% di femmine. Tra i giocatori risulta che una grande percentuale 43% gioca qualche volta e il 16% abbastanza spesso, dati da non sottovalutare poichè trattasi di attività vietate ai minori per legge. Il campione dichiara nell’87% dei casi fino a 10 euro e per 11% addirittura tra 10 e 30 euro.

Realizzato nel 2015/2016.


Una campagna di informazione presso i centri commerciali pugliesi per sollecitare punti di riflessione, promuovere con intervento educativo un approccio sano al gioco.

Realizzato nel 2015.


Obiettivo: Rilevare il livello di conoscenza, percezione e comportamenti inerenti il fenomeno del gioco tra adolescenti scolarizzati.

Con la collaborazione di professori e studenti scolarizzati di età compresa tra  14 e 17 anni , frequentanti le classi I e II di tutti gli Istituti Secondari Superiori presente nella Regione Puglia e scelti a campione tra  capoluoghi di provincia.

L’epilogo risultante dalla raccolta ed elaborazione dei dati è emerso che su un campione di 230 (56% maschi e 44% femmine), il 48% pratica un gioco vincita in denaro due/tre volte al mese, per la maggior parte scommesse sportive (50%) e tornei di carte (21%). Tra i luoghi maggiormente frequentati dai ragazzi il 52% ha scelto centri scommesse/sale gioco ed il 19% bar/tabacchi, il 16% sceglie di utilizzare internet tramite pc. Il denaro che il campione destina al gioco nell’89% dei casi arriva fino a 10 euro, per il 7% supera i 30 euro, soldi che derivano dalla paghetta dei genitori nel 61%, da regali – parenti  – ecc. nel 23% e da un  lavoro proprio (probabilmente da piccoli impegni occasionali) nel 15%.

Realizzato 2014/2015.


In collaborazione con il Palcoscenico di Taranto l’Associazione Acogi ha dato un contributo per la realizzazione del musical “Cinecittà” con Christian De Sica, rappresentato presso il Palamazzola di Taranto.

La scelta di questa partnership si è inserita nell’attività di comunicazione dei rischi del gioco patologico e a favore del gioco responsabile. Nello spettacolo, infatti, “Christian De Sica”, ripercorreva la sua vita a Cinecittà, rivivendo il rapporto con suo padre Vittorio, di cui è nota la sua grande passione e probabile dipendenza dal gioco.

In autobiografia pubblicata nel 2008 “Figlio di papà”, Christian De Sica ha riconosciuto la dipendenza dal gioco del padre dichiarando la consapevolezza del disagio che il grande  Vittorio viveva, da figlio ha quindi sperimentato in prima persona le difficoltà procurate a tutta la famiglia dalla dipendenza dal gioco del padre.

 


Obiettivo: avviare una raccolta dati, prima a livello locale presso gli esercenti del gioco siti in Bitonto, poi presso i capoluoghi di provincia della Regione Puglia per poi estendere l’indagine sul territorio nazionale, al fine di comprendere il punto di vista degli adulti nel confronto del gioco.

Tale iniziativa si inserisce nella mission associativa che mira a garantire ideonee linee guida in materia di approcio consapevole al gioco e un tipo di informazione sempre più completa ed esaustiva combattendo in modo diretto fenomeni di dipendenza. Realizzato nel 2013/2014.


L’Associazione Italiana dei Consumatori e degli Operatori del Gioco ha realizzato il progetto Be Smart Play Safe, il primo corso per gli operatori del gioco.

Il corso si è rivolto a singoli giocatori-consumatori, ai titolari dei Ced (centri elaborazione dati) e Ctd (centri trattamento dati), ai bookmakers (nazionali e esteri), agli operatori delle Forze dell’ordine e degli Organismi di giustizia, agli operatori dei servizi sociali e sanitari.

 

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