23 Dic 2014 | News,Rassegna Stampa

Cifone (Acogi): “Al condono aderirà il 20% dei Ctd”

La rete dei Ctd non vedeva l’ora di negoziare la resa. E’ quello che lascia intendere il presidente dell’associazione Acogi Ugo Cifone, parlando della sanatoria sui Ctd, sottolineando più volte che le condizioni poste dallo Stato siano eccessive. Certo, chi si prepara a far saltare il banco accusa sempre l’altra parte di aver dettato condizioni vessatorie, ma la sensazione che lo Stato abbia calibrato male il colpo resta.

Qual è il giudizio di Acogi sulla sanatoria per i Ctd?

L’obiettivo di voler dare un riconoscimento giuridico dei Ctd è sicuramente un passo in avanti. Il problema però è nelle cifre, avremmo preferito – come abbiamo chiesto in più occasioni – che il Governo avesse indetto un incontro con le associazioni di categoria per capire effettivamente che tipo di pretese può avanzare l’Erario. La cifra forfettaria di 10mila euro potrebbe anche andare bene per sanare la situazione, ma resta il problema degli anni pregressi, visto che è stato scelto un criterio che non rispecchia i reali profitti dei titolari dei centri

Si riferisce al fatto che la norma presuppone – erroneamente – che siano i Ctd in prima persona a effettuare la raccolta?

E’ quello che vorremmo chiarire: il titolare del centro si limita a trasmettere la proposta di scommessa avanzata dall’utente, ma la raccolta effettiva la effettua il bookmaker che ha sede all’estero.

Il titolare del centro quindi percepisce un aggio, in media di che percentuale sulla raccolta stiamo parlando?

Sì, esattamente, percepisce una royalty sulla raccolta. Il valore in media è quello di un normale stipendio che viene corrisposto a un comune dipendente di un’azienda privata. E’ preoccupante che il Governo voglia trarre da questa manovra 187 milioni di euro. Significa che la richiesta per gli anni pregressi dovrebbe essere abbastanza importante. Sono cifre che difficilmente il titolare di un Ctd potrebbe versare, proprio perché non ha avuto quel profitto. Questa norma insomma rischia di provocare la chiusura di parecchi centri.

Vedendo i contratti che propongono alcuni bookmaker ai loro centri, si è portati a stimare che l’aggio dei Ctd si aggiri attorno al 6-7% della raccolta. Mi può confermare questo dato?

Sì, in media siamo attorno a quella cifra. Poi molto dipende dal centro e dal tipo di clientela che ha.

E quindi se la stima di raccolta della rete parallela che avanza il Governo – ovvero 2,5 miliardi l’anno – è corretta, allora le royalty che percepiscono i Ctd valgono tgra i 180 e i 250 milioni… in sostanza la cifra che si pensa di incassare attraverso la sanatoria

Sostanzialmente sì.

Poi però i Centri potranno istallare slot, o offrire altri prodotti di gioco?

Questo sì. Se come noi auspichiamo ci sarà una sanatoria che consenta effettivamente di riassorbire la rete parallela, i Ctd potranno offrire altri prodotti che adesso sono loro interdetti, proprio perché collegati a bookmaker esteri.

Se i Ctd aderissero alla sanatoria, i bookmaker esteri verrebbero tagliati fuori dal mercato.

I bookmaker esteri stanno tutti pensando di avviare le operazioni attraverso dei siti di gioco .it, proprio per evitare che venga loro staccata la spina.

Stanno già pensando insomma a una strategia alternativa

Il più piccolo in Italia avrà 500 centri, nessuno si lascia tagliare fuori da un business del genere tanto facilmente.

I Ctd invece si trovano tra l’incudine e il martello: o si paga la sanatoria, oppure si corre il rischio di dover pagare un prelievo sulle scommesse moltiplicato a dismisura, così come  previsto sempre dalla Stabilità

La sensazione che ho io è che i centri si vogliano adeguare, ma solo se le condizioni saranno ragionevoli. Il problema è sempre il prelievo per gli anni pregressi: i Centri, dopo aver versato i 10mila euro, potrebbero vedersi chiedere altri 40-50mila euro che non sarebbero in grado di pagare. A quel punto avranno buttato 10mila euro. Di conseguenza, di fronte a una norma del genere, i Centri valuteranno con i prorpi legali se ci sono altre vie d’uscita.

Che tipo di adesione si aspetta?

Non sarà in massa. Aderiranno forse il 20% dei centri. Lo faranno quelli che hanno introiti elevati, e che quindi potrebbero sopportare un simile investimento. I centri che assicurano uno stipendio dignitoso dovranno fare valutazioni più approfondite.

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(intervista pubblicata su TS – Totoguida Scommesse, di Gioel Rigido)