30 Mag 2019 | News

Il gaming disorder è ufficialmente una malattia. Lo dice l’OMS

Si chiama “gaming disorder” o dipendenza da videogiochi ed è l’ultima malattia riconosciuta ufficialmente dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e inserita nell’international statistical classification of diseases and related health problems. La dipendenza da videogiochi entrerà dal 1° gennaio 2022 nell’ICD-11, la nuova classificazione internazionale delle malattie. A stabilirlo i 194 membri dell’OMS riunitisi la scorsa settimana nella settantaduesma World Health Assembly. Ma cosa si intende per gaming disorder? Secondo le linee guida dell’OMS è “una serie di comportamenti persistenti o ricorrenti legati al gioco, sia online che offline, manifestati da: un mancato controllo sul gioco; una sempre maggiore priorità data al gioco, al punto che questo diventa più importante delle attività quotidiane e sugli interessi della vita; una continua escalation del gaming nonostante conseguenze negative personali, familiari, sociali, educazionali, occupazionali o in altre aree importanti. Affinché questo comportamento possa essere considerato morboso e, dunque, essere affetti da tale patologia, è necessario che il soggetto reiteri tali atteggiamenti per un arco temporale di almeno dodici mesi”.

Immediate le reazioni da parte dell’industria videoludica.  Il presidente di Sony, Kenichiro Yoshida, avrebbe ribadito l’impegno della sua compagnia a rendere le piattaforme di gioco luoghi virtuali più sicuri: “Abbiamo già implementato un sistema di classificazione (per limitare i giocatori in base all’età) e abbiamo adottato misure basate sui nostri standard” aveva dichiarato giorni fa a diverse testate.