A quando il riconoscimento giuridico dei CTD?


29 ottobre 2013 | Attualità
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(Jamma) "Qual è l'iter per il riconoscimento giuridico della categoria dei centri di trasmissione dati?". A chiederlo in Commissione Europea l'europarlamentare italiana del Partito popolare Roberta Angelilli che ha interpellato l'organo comunitario per sapere se è possibile, per i consumatori italiani o di altri Stati dell'Unione Europea nei quali il gioco è regolamentato, accedere al percorso telematico messo a disposizione da questi intermediari per beneficiare di condizioni migliori. "In Italia - ha spiegato Angelilli - da circa quindici anni sono presenti e operano in forma indipendente i cosiddetti 'centri di trasmissione dati'. Tali centri mettono a disposizione dei potenziali clienti un percorso telematico per l'inoltro di dati relativi a proposte di scommesse. La figura dell'operatore presso i centri di trasmissione dati non va confusa con quella dei bookmaker o dei concessionari di scommesse, dal momento che non incide in nessun modo sull'organizzazione o l'accettazione della scommessa, non sostiene nessun rischio economico e non fa banca in proprio, ma si limita a percepire una percentuale sulla quantità dei dati trasmessi.

In pratica, i CTD consentono al consumatore di aderire a offerte sempre più vantaggiose in termini di quantità e qualità di prodotti e hanno inoltre una funzione di garanzia. Tuttavia, a oggi la figura dell'operatore di CTD non è adeguatamente tutelata, in quanto non esiste una regolamentazione unitaria che disciplini tale attività e ne riconosca la professionalità. Tale categoria - ha concluso - è stata in passato oggetto di molteplici sentenze della Corte di Giustizia dell'UE, che hanno cercato di disciplinarla senza però riuscire a incidere sulla normativa interna. In particolare, le conclusioni dell'avvocato generale nella sentenza Costa e Cifone e il dispositivo della sentenza Biasci hanno riconosciuto la figura dell'operatore di CTD, sottolineando la funzione di sicurezza e garanzia che svolge nei confronti dei consumatori.

L'Angelilli ha chiesto inoltre di sapere "Come sono disciplinati i centri di trasmissione dati negli altri Stati membri dell'Unione Europea e se la Commissione può fornire un quadro generale della situazione".


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