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Bando 2000: doppio rinvio dal Consiglio di Stato alla Corte di Giustizia


3 dicembre 2013 | Attualità
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Non è solo il ricorso di Stanley ad essere stato rinviato dal Consiglio di Stato ai giudici di Lussemburgo per la definizione dell'assetto creato dall'ultima gara rispetto ai principi del Trattato dell'Unione Europea. Nei giorni scorsi anche il ricorso di LB Group ha meritato lo stesso trattamento.
Il bando per l'affidamento di 2000 diritti in concessione si è svolto nell'arco di oltre un anno e ha visto la partecipazione e l'interessamento di molti operatori esteri, rimasti ai margini del sistema concessorio italiano per lungo tempo e che, con l'ultima gara, hanno manifestato l'intenzione di entrare a pieno titolo nel sistema manifestando fiducia in esso.
Le difficoltà sono state tuttavia imprescindibili: i requisiti aziendali previsti dalla gara hanno fermato alcune aziende dalla partecipazione, e hanno spinto moltissimi bookmaker all'impugnativa presso il Tar Lazio nei confronti della gara stessa.
In alcuni casi il ricorso contro il bando è avvenuto da parte di operatori che non hanno preso parte alla gara, mentre in altri casi, anche bookmaker che hanno partecipato, espresso le proprie offerte, hanno deciso di impugnare la gara di fronte al Tribunale Amministrativo del Lazio, competente in materia di gioco pubblico.
Il passaggio al Consiglio di Stato è avvenuto nei casi in cui l'operatore ha impugnato anche quanto deciso dal Tar Lazio. Abbiamo già assistito a quanto accaduto rispetto all'impugnativa di Stanley: il Consiglio di Stato ha emesso alla fine di agosto una sentenza non definitiva in cui rimandava il caso alla Corte di Giustizia Europea. Alcuni appunti mossi dal bookmaker anglomaltese risultano, secondo i giudici di Palazzo Spada, congrue: in particolare si parla della brevità della durata delle concessioni.
In questo caso, i rilievi mossi contro la gara sono diversi e si riferiscono alle caratteristiche che l'aspirante concessionario doveva possedere (in termini di fatturato e di nascita dell'attività, per esempio) e che non tutti gli attuali bookmaker presenti e interessati al mercato italiano possono garantire.


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