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Bet Passion punta alla Cassazione: analisi dell'ultimo Bando e della Biasci


3 novembre 2013 | Attualità
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Il team legale della maltese BetPassion punta ad ottenere una pronuncia della Cassazione dopo il ricorso presentato contro un’ordinanza che non recepisce l’ultima sentenza della Corte di Giustizia Europea sul caso Biasci. L’obiettivo non è soltanto quello di ottenere un pronunciamento che applichi la Biasci all’azienda maltese, ma è principalmente quello di sollecitare la Suprema Corte a valutare il rinvio dell’ultimo bando di gara alla Corte di Giustizia già fatto dal Consiglio di Stato. E il problema, secondo i legali di BetPassion non è solo legato alla durata delle concessioni, ma anche al requisito del fatturato minimo imposto agli operatori nei due anni precedenti alla domanda di partecipazione alla gara
Sarebbe un requisito “pregiudizievole per le società di nuova costituzione o di minore capacità economica ma anche irragionevole, non potendo essere preordinata al conseguimento dell’asserito scopo di impedire l’accesso di organizzazioni criminali nella filiera del gioco”.
La chiave di volta di questa tematica è contenuta proprio nella sentenza Biasci che afferma in maniera univoca e ferma che i diritti fondamentali sanciti nel Trattato Istitutivo della Comunità Europea possono essere limitati da parte degli Stati membri solo per questioni di ordine pubblico, di pubblica sicurezza e di sanità pubblica laddove siano riconducibili a motivi imperativi di interesse generale.
Per questo motivo, riguardo alla richiesta di licenza di pubblica sicurezza ex art 88 del Tulps, si può definire che se il richiedente, il titolare del CTD, quindi, è dotato dei requisiti di incensuratezza e moralità prescritti l’autorizzazione di polizia, questa debba essere rilasciata, non potendo assurgere a causa ostativa la mancanza di concessione italiana in capo al convenzionato bookmaker straniero che si limiti a svolgere attività di tipo transfrontaliero attraverso intermediari presenti sul territorio che, deve si ribadire, possono soggiacere a controllo fisico per finalità di pubblica sicurezza. In ultimo il dipartimento legale di BetPassion ha fatto sapere di avere in corso uno studio, sempre sulla sentenza Biasci, rispetto al provvedimento di oscuramento dei siti disposto dai Monopoli di Stato da diversi anni: secondo i legali questo potrebbe violare il diritto comunitario, perché impedirebbe qualsiasi attività transfrontaliera nel settore del gioco.


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