Combine sportive sempre in primo piano nell'agenda europea


13 gennaio 2014 | Attualità
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l tema del match fixing è sempre all'ordine del giorno della politica europea. Il fenomeno, date le numerose inchieste interne agli Stati membri e all'alto tasso di risvolti nell'organizzazione del settore delle scommesse (e quindi in un segmento economico molto importante), non subisce accantonamenti, ma al contrario riesce sempre ad emergere nell'agenda politica anche grazie ad europarlamentari che prendono in carica il problema sottoponendolo spesso e chiedendo di risolverlo. Nei giorni scorsi la Commissione Europea ha dovuto di nuovo discutere del fenomeno a seguito di un'interrogazione parlamentare dell'eurodeputato Ivo Belet, del Partito Popolare Europeo, che ha spostato lo sguardo dall'Europa all'Asia, come centro nevralgico da cui il problema ha origine. L'onorevole Belet ha chiesto se le autorità europee hanno discusso della questione con le autorità dei Paesi asiatici interessati e se hanno sollecitato tali Paesi a dare la priorità all’identificazione e al contrasto dei truffatori. Belet ha identificato l'origine delle combine sportive, con risvolti a macchia d'olio in tutta Europa, nelle Filippine, a Singapore, in Malaysia, e in Indonesia. A quanto pare i soggetti coinvolti sono tutti noti alle forze dell'ordine e il fenomeno è perfettamente conosciuto anche dalle autorità locali.


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