CTD: il Consiglio di Stato sulle licenze di pubblica sicurezza


14 novembre 2013 | Attualità
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Il doppio sistema autorizzatorio italiano in materia di raccolta delle scommesse: è questo il centro di quanto discusso al Consiglio di Stato che ha analizzato nel merito il caso di diversi centri GoldBet, Stanley e di altri bookmaker esteri attivi in Italia senza la concessione rilasciata dai Monopoli.
L'udienza che si è tenuta oggi era attesa da tempo: è stato infatti un appuntamento rimandato più volte, in attesa, secondo il parere dei giudici, che ci fossero tutte le condizioni opportune per prendere le decisioni più giuste. Il tema è il rilascio dell'art. 88 del Tulps alle agenzie collegate agli operatori privi di concessione interna, ma con licenza europea, in qualche modo da sempre interessati al mercato italiano.
Per quello che riguarda Stanley e GoldBet, infatti, diverse sono state le pronunce a molti livelli che hanno visto protagoniste le due aziende. Stanley può contare sulla sentenza della Corte di Giustizia Europea sui casi Costa-Cifone che ha sostanzialmente depenalizzato i procedimenti a carico dei gestori dei Ctd affiliati. GoldBet ha ottenuto recentemente la sentenza Biasci che ha rimandato molte questioni al giudice interno che, a sua volta, si è pronunciato ben 4 volte presso il Supremo Organo di Giudizio (la Corte di Cassazione) assolvendo i titolari dei centri di trasmissione dati.
Adesso la discussione passa dal profilo penale a quello amministrativo e il Consiglio di Stato deve decidere (l'esito si avrà entro un paio di mesi) sulla legittimità del diniego di Licenza ex art. 88 del Tulps. L'aspetto amministrativo riguarda il rapporto tra queste aziende e la pubblica amministrazione, per questo riguarda la licenza di pubblica sicurezza che è rilasciata dalle Questure ed è strettamente legata alla concessione di gioco che i Monopoli di Stato rilasciano dopo le gare.
Nel corso della maxi udienza gli avvocati delle parti hanno sottolineato ognuno i profili che li hanno portati a rimanere fuori dal sistema concessorio, specificando le diversità tra se e gli altri operatori e i profili anticomunitari del sistema italiano delle scommesse.


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