Giochi, in Piemonte 207 operatori contro le dipendenze


28 agosto 2014 | Attualità
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Dal primo gennaio 2015, per tre anni, l'aliquota Irap verrà ridotta dello 0,92% ai commercianti che decideranno di disinstallare i videopoker, mentre sarà aumentata della stessa percentuale ai locali che sceglieranno di mantenere attive le macchinette da gioco.

È una delle misure adottate dalla Regione Piemonte contro il gioco d'azzardo da cui l'amministrazione pensa di ricavare circa due milioni di euro che saranno utilizzati nel piano triennale socio-sanitario «per il contrasto, la prevenzione e la riduzione del rischio della dipendenza dal gioco d'azzardo patologico, nonché per il trattamento terapeutico ed il recupero sociale dei soggetti affetti da tale sindrome». L'assessore alla Sanità, Antonio Saitta, ha comunicato oggi in giunta che «a breve il nostro piano sarà pronto, come previsto dall'art.7 della legge finanziaria 2014 della Regione».

«In Piemonte la spesa per il gioco supera i 5 miliardi di euro e purtroppo negli ultimi anni i pazienti affetti in forma grave da gioco d'azzardo patologico sono più che quadruplicati. Riteniamo sia un dovere morale intervenire su questo settore che rovina centinaia di famiglie e comporta peraltro costi crescenti a carico della sanità pubblica». Lo hanno spiegato il presidente della Regione Piemonte, Sergio Chiamparino e l'assessore alla Sanità, Antonio Saitta, annunciando oggi in giunta l'avvio della redazione di un piano triennale sul problema. Se in Italia la stima dei giocatori d'azzardo patologici varia dallo 0,5% al 2,2% (dati Ministero della Salute), in Piemonte i casi conclamati e quindi presi in carico dai servizi che in ogni Asl e Aso si occupano delle dipendenze sono stati lo scorso anno 1.256, in prevalenza uomini, con un'età media di 48 anni. 

E la media di soggetti a rischio in Piemonte è più alta di quella nazionale: «se pensiamo - aggiunge Saitta - che mediamente un paziente in carico ai SerD costa oltre 2mila euro l'anno con un costo stimato forfettario che non tiene conto di eventuali costi aggiuntivi per ricoveri in strutture residenziali specialistiche e che in un anno i nuovi utenti sono stati 578, ci rendiamo conto di quanto sia urgente intervenire per impedire il più possibile il diffondersi del fenomeno, aggravato certamente anche dalla crisi economica».

Tutte le Asl del Piemonte hanno servizi per il trattamento del Gap con un personale dedicato di 207 operatori. A preoccupare è anche il coinvolgimento giovanile visto che oltre il 40% dei giovani tra i 14 e i 19 anni dichiara di aver provato a giocare almeno una volta.


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