Gioco praticato dal 13% dei minorenni. Allarme dei pediatri


25 settembre 2014 | Attualità
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Sempre più diffuso sui siti internet, il gioco online seduce anche i teen-ager che, per legge non potrebbero invece accedere al gioco. Il 13% dei dei ragazzi di terza media, dichiara di averlo praticato, pur se, teoricamente, se vietato ai minori. È questo, secondo i dati raccolti dalla Società italiana di Pediatria (SIP) uno degli «effetti collaterali» della massiccia permanenza in rete degli adolescenti. La sempre maggior offerta di siti internet dove provare il gambling, in cui si gioca sul web utilizzando soldi "veri", è una tentazione molto forte tanto quanto a rischio dipendenza, specie tra i maschi: il 17% di loro lo ha fatto, una o più volte, da solo o insieme ad amici. E, ancora più grave, il 32% è orientato a ripetere l'esperienza. «Da un lato», commenta il curatore dell'indagine Maurizio Tucci, «dobbiamo constatare la pressochè nulla deterrenza rappresentata dai divieti ai minori di cui il web è pieno. Il divieto passa dall'essere totalmente ignorato ad essere una traccia da seguire». Dall'altro, aggiunge, i meccanismi di accesso al gioco online, che pure dovrebbero prevedere uno stretto controllo sull'identità, «sono tali per cui non è difficile, anche per un minorenne, magari grazie ad un maggiorenne compiacente, avere esperienze di gioco».

In generale i dati sull'uso di internet da parte dei minori sono particolarmente interessanti. Otto teenager su dieci si collegano ad internet tutti i giorni e, nel 93% dei casi, lo fanno attraverso i telefonino, quindi in modo sempre più incontrollato persino nelle ore notturne. A farla da padrone, come previsto, sono i social network. Ma, insieme ai "like", secondo gli esperti, cresce l'insicurezza e aumentano i comportamenti a rischio. Secondo l'indagine, il 75% ha un profilo su Facebook, ma in testa ai social più utilizzati c'è WhatsApp: lo utilizza per chattare l'81% dei giovanissimi. Il 42% usa Instagram, vetrina di foto ad alto tasso di esibizionismo. Segue, in ascesa ASK, che consente di comunicare in anonimato, utilizzato dal 30% dei maschi e il 37% delle femmine. Il social meno gettonato Twitter (23%). Inoltre, emerge dall'indagine, i tredici e quattordicenni vanno su internet dalla mattina alla sera e spesso fino a notte tarda: il 56,6% continua a navigare e chattare anche dopo cena, mentre nel 40% fino a prima di addormentarsi. Con conseguenti problemi per la salute, come spiega Giovanni Corsello, presidente Sip. «Alcuni problemi clinici e comportamentali descritti con frequenza maggiore negli adolescenti in questi ultimi anni come cefalea, insonnia, scarso rendimento scolastico, possono trovare motivazione dalla riduzione delle ore di sonno o dal condizionamento indotto da un abuso di internet». E internet è anche il "primo pensiero" della giornata: la percentuale dei ragazzi che si collegano già appena svegli è passata dal 2,6 al 12,5% dal 2013 al 2014.


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