Gli apparecchi diminuiscono e la sanatoria va avanti


28 ottobre 2013 | Attualità
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L'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha reso noti i dati relativi alla diffusione degli apparecchi da intrattenimento sul territorio nazionale. La pubblicazione dei numeri dell'automatico italiano è concomitante ad una serie di accese discussioni in merito al ruolo degli enti locali in materia di gioco pubblico e alle numerose iniziative regionali di regolamentazione del settore. Proprio nei giorni scorso il presidente di Sistema Gioco Italia, Massimo Passamonti, è intervenuto rispetto al dibattito interno alle amministrazioni comunali in materia di gioco sostenendo che gli operatori di Confindustria Sistema Gioco Italia sono pronti a iniziare subito un lavoro comune che coinvolga l'Anci (l'Associazione Nazionale dei Comuni Italiani) e le Istituzioni in un percorso di miglioramento e razionalizzazione dell’offerta di gioco legale. Sistema Gioco Italia mira ad arrivare a soluzioni concrete e condivise che salvaguardino le giuste istanze sociali che provengono dal territorio insieme alla tutela dei consumatori e delle entrate erariali. Evidentemente però le campagne di sensibilizzazione attuate al livello nazionale e gli appelli al contrasto al gioco patologico hanno avuto dei risultati perché i dati dei Monopoli di Stato confermano una diminuzione degli apparecchi attivi sul territorio italiano piuttosto consistente: rispetto al parco macchine attivo l'anno scorso, quest'anno le slot in meno sono circa 6.500 (in tutto sono 372 mila le macchine attive). Diverso il discorso per le videolottery, che sono macchine che permettono di vincere jackpot fino a 500 mila euro e attive in locali dedicati e non nei bar e nelle ricevitorie. Queste macchine sono aumentate sul territorio di circa 5 mila unità in un anno. Intanto procede l'iter, previsto dal decreto Imu, della sanatoria per i concessionari: il Ministero dell'Economia ha appena attivato il conto corrente riservato al versamento degli acconti della sanatoria. Il testo definitivo del decreto Imu prevede che i concessionari paghino il 20% della multa da 2,5 miliardi comminata dalla Corte dei Conti. Entro il 4 novembre gli operatori devono comunicare l'adesione alla trattativa col Governo. Si recupereranno oltre 500 milioni di euro per la copertura dell'abolizione dell'Imu.


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