Gli enti locali e le limitazioni orarie: il caso di Ravenna


29 aprile 2014 | Attualità
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Il contrasto al gioco patologico è ormai uno dei temi maggiormente affrontati non solo dai media che ogni giorno si chiedono cosa stia facendo lo Stato per arginare il fenomeno, ma anche dagli enti locali che provano a tracciare una strada autonoma per contrastare un'emergenza sentita in maniera particolare. 

Proprio nei giorni scorsi il Comune di Ravenna ha comunicato che il Tar Emilia-Romagna ha respinto le istanze cautelari contro l’ordinanza del sindaco di Ravenna, Fabrizio Matteucci, che obbliga la chiusura delle sale in cui sono inserite macchine da intrattenimento alle 24 (anzichè all’una), presentate da due titolari di sale giochi di Ravenna.

Con una nota il Comune ha spiegato che il Tar ha emesso due ordinanze molto simili tra di loro e non ha accolto le domande di sospensiva fatte dai titolari delle sale rispetto al regolamento comunale, in considerazione del fatto che « ricorrenti non hanno provato che il provvedimento comporti dei nocumenti di particolare gravità per i punti vendita, visto che la limitazione oraria è assai contenuta.

Quello che è rilevante nella vicenda è che i mezzi a disposizione per gli enti locali per contrastare l'emergenza del gioco patologico riguardano proprio la diffusione degli apparecchi sul territorio una diffusione che può essere contrastata con pochissimi mezzi (sconti sulle tasse e limitazioni orarie) visto che la prevenzione sanitaria ha un costo molto elevato.


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