I giovani e il gioco: emergenza per un target importante


29 maggio 2014 | Attualità
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Il mondo giovanile e l’approccio al gioco pubblico. Molto spesso si parla del rischio che i minori si avvicino al gioco, in particolare a quello online, senza il controllo degli adulti, contravvenendo non solo alla legge, ma anche e soprattutto ad un fondamentale rispetto dello sviluppo individuale e civile che mira a proteggere i minorenni da un contatto col denaro sotto alcuni profili. Eppure, non basta la maggiore età per avere un comportamento sano verso il gioco d’azzardo che, appunto, ai maggiori di 18 anni è permesso.

La cronaca, ci riporta casi emblematici che ci interrogano sul rapporto tra le giovani generazioni e i giochi e ci invitano a fare il punto della situazione rispetto agli elementi che possono rendere alcuni individui più predisposti a patologie di dipendenza rispetto ad altri e alle implicazioni per la società civile (e in prima battuta per le famiglie) che simili predisposizioni possono comportare.

In Calabria un giovane di 25 anni è stato denunciato perché picchiava i genitori ai quali estorceva denaro per giocare alle slot machine. Il protagonista è un giovane di Lamezia Terme al quale gli agenti della polizia di Stato hanno notificato un provvedimento di allontanamento dalla famiglia. Il provvedimento è stato emesso dal giudice per le indagini preliminari, che ha accolto la richiesta del sostituto procuratore Domenico Galletta, e si è reso necessario dopo i numerosi episodi di violenza compiuti dal giovane ai danni dei genitori. Il giovane, disoccupato e dedito al gioco, ha più volte aggredito i genitori per estorcergli somme di denaro. In un'occasione il giovane aveva chiuso la madre a chiave in una stanza, minacciandola di non aprire se non gli avesse consegnato la somma di denaro richiesta. I due genitori stanchi di subire le violenze da parte del figlio, dopo l'ennesima lite, hanno deciso di presentare denuncia agli agenti del commissariato di Lamezia Terme.

Fondamentale a questo punto riordinare la scala delle priorità di azione per il contrasto al gioco patologico, con uno sguardo rilevante non solo ai minori, ma anche a fasce di popolazione giovani e poco formate rispetto ai danni personali e ambientali che un contatto non sano col gioco possono portare.


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