Al Lucca Comics & Games si è parlato di gioco intelligente


13 novembre 2014 | Attualità
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Nei giorni scorsi si è svolto a Lucca il Comics & Games un evento molto rinomato capace di attirare nella città toscana 400 mila persone in soli quattro giorni. Nell'ambito di questo evento è stato organizzato un incontro dal titolo “Il gioco è una cosa seria: non confonderlo con l’azzardo”.

«Parlarne nel corso di fiere e manifestazioni. È questo il primo vero antidoto contro il gioco d’azzardo» ha dichiarato Dario De Toffoli. «Intervenire spetta prima di tutto a noi operatori. Dobbiamo promuovere un’informazione corretta. Se lo facessimo tutti saremmo già un passo avanti». Secondo  De Toffoli c'è scarsa comunicazione in tema di gioco e il termine ludopatia dovrebbe essere sostituito da "azzardopatia". Con un passato da chimico, De Toffoli è fondatore dell’azienda Studiogiochi, responsabile dell’area giochi di Carrara Show e consulente delle Mind Sports Olympiad di Londra. I giochi, quelli “intelligenti”, li conosce bene. Ne ha creati una ventina, ha organizzato e diretto tornei. Oggi è tra i primi sostenitori di questa battaglia culturale. «Con la parola “gioco” s’intendono tante cose diverse.Ci sono i giochi per bambini e quelli da tavolo, i giochi matematici e quelli olimpici. Ci sono i giochi di ruolo…» ha aggiunto De Toffoli.

«Perché intervenire sul linguaggio? Be’, il gioco d’azzardo patologico era una definizione troppo ‘lunga’ da riprendere sui media. Questa parola non spiegava il fenomeno. Anzi, andava a inglobare in modo inopportuno l’intero universo del gioco». In Italia oltre 800 mila persone sono colpite da azzardopatia. Un fenomeno tristemente diffuso che colloca il nostro paese al sesto posto nella classifica mondiale per la spesa pro-capite. Secondo The Economist gli italiani spendono in media 360 euro l’anno e una cifra complessiva che si aggira attorno ai 17 miliardi di euro. Inoltre quello che preoccupa di più è che l’Italia è al secondo posto dopo l’Australia per l’uso di slot machine. «Quelle macchinette sono alienanti. Non solo le nostre decisioni non incidono sull’esito del gioco, ma chi è debole, di fronte a una slot, entra in una condizione di ipnosi» ha raccontato De Toffoli nel tentativo di spiegare cos’è l’azzardopatia e a che giochi si rivolge la battaglia culturale e comunicativa che propone.


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