Ludopatia: è allarme sul gioco minorile


2 maggio 2014 | Attualità
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Nei giorni scorsi un'inchiesta sulla ludopatia de La Stampa ha fatto emergere una verità che, se confermata, sarebbe sconcertante per diversi motivi. Secondo il quotidiano, infatti il 20% dei ragazzi italiani tra i 10 e i 17 anni hanno giocato a concorsi con vincite in denaro almeno una volta nella vita. Un fatto appunto sconcertante perché nel nostro Paese il gioco minorile è vietato da anni e perché esiste una legge recente, quella scaturita dal celebre Decreto Balduzzi del 2012, che ha vietato ai minori di mettere piede nei luoghi in cui si gioca. Appunto la situazione fotografata ha dell’assurdo perché si parla di gioco online, dove i controlli si potrebbero eludere fornendo i dati di un adulto (magari un genitore ignaro) e giocare quindi a poker online, alle slot machines, oppure scommettere.

I dati emergono da un'indagine promossa dalla Società Italiana Medici Pediatri (SIMPe) e dall'Osservatorio nazionale sulla salute dell'infanzia e dell'adolescenza (Paido’ss), un’analisi medico-scientifica, quindi, per un tema che ormai, più che dell’emergenza sociale sta assumendo un rilievo sanitario. L’ex ministro Renato Balduzzi, fautore del Decreto che ha messo il tema della ludopatia al centro della riflessione politica e civile ha dichiarato di aver proposto misure più protettive di quelle che poi sono state emanate.

Secondo lo studio, inoltre, i minori sarebbero lasciati completamente soli dalla famiglia che, nel 75% dei casi ignorerebbe che il proprio figlio gioca


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