Roma, il Ceis pubblica l'identikit del giocatore problematico


12 dicembre 2013 | Attualità
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«Maschio, di 58 anni, con licenza media e sposato con figli. È questo l'identikit della vittima del gioco d'azzardo che emerge dall'indagine realizzata nella Capitale dal Centro Italiano di Solidarietà di Don Mario Picchi sul tema delle dipendenze dal gioco sul territorio romano, presentata oggi al convegno sul fenomeno del gioco d'azzardo patologico promosso dal Consiglio regionale del Lazio». Lo rende noto il Ceis Don Picchi. «Nell'80% dei casi il gioco favorito è la slot o la videolottery, mentre il gratta&vinci e le scommesse sportive si attestano sul 18%, al 2% tutte le altre tipologie di giochi. I dati raccolti dal 2011 fino al mese dicembre 2013, grazie all'attività svolta dal Ceis in tutta la città con il progetto "Rien ne va plus", che ha visto coinvolte persone in condizioni particolarmente difficili e delicate. L'età media del campione analizzato è di 58 anni con casi di persone sotto i 25 anni e da alcune sopra i 75 anni di età, anche se c'è una tendenza all'abbassamento dell'età media per via della diffusione del gioco online. La proporzione tra maschi e femmine è di 3 uomini per 1 donna, ma il numero di donne colpite è fortemente in crescita, anche se il gentil sesso fa ha ancora difficoltà a richiedere l'aiuto di centri specializzati. In aumento anche il numero di richieste d'aiuto provenienti da cittadini dell'Europa dell'Est (rumeni, moldavi, ucraini). «La maggiore parte delle persone accolte - riferisce il Ceis - è sposata con figli. Per quanto concerne l'aspetto lavorativo risulta che: 1/3 è composto da pensionati, 1/3 è impiegato ed 1/3 risulta lavoratore autonomo. Non ci sono disoccupati. Il livello medio di istruzione è la media superiore. La fascia di reddito oscilla tra i 10.000 ed i 25.000 euro annui. Il luogo privilegiato dove giocare sono i bar (70%), seguono i punti di raccolta scommesse (20%) e i Bingo (10%). Circa la frequenza di gioco l'80% è solito giocare tutti i giorni, di questi il 60% più volte nell'arco della stessa giornata, mentre l'importo della giocata si attesta per tutti su più di 100 euro al giorno. Quello che risulta è uno stretto legame tra dipendenza da gioco e trascorsi di gioco in famiglia (60% dei casi)». Il Ceis sta spingendo per la promozione dell'informazione presso la  popolazione della presenza di presidi specializzati per la cura del gioco problematico, creando legami con i centri antiusura o la lega dei consumatori.


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