10 Mag 2019 | News

Operazione Babylonia. Il processo si conclude con 13 condanne per un totale di 87 anni di carcere e due assoluzioni.

Si conclude l’operazione Babylonia: 13 condanne per un totale di 87 anni di carcere per usura, estorsione e riciclaggio.
Il pianto disperato della moglie di un condannato ha annunciato la sentenza dei giudici della VI sezione del tribunale di Roma per due diverse associazioni malavitose, con base nella Capitale ed a Monterotondo, che ha portato condanne a quasi 90 anni di carcere. I legami con clan di Camorra ed elementi della criminalità pugliese hanno contrassegnato la vicenda per un novero quasi senza soluzione di continuità di estorsioni, usura, riciclaggio, impiego di  denaro, beni o utilità di provenienza illecita e al fraudolento trasferimento di beni o valori. Il processo è frutto dell’operazione “Babylonia”, che nel giugno 2017 portò all’emissione di decine di arresti e al sequestro di beni per oltre 280 milioni di euro. Decine i bar, ristoranti, pizzerie e sale slot, immobili, rapporti finanziari e bancari, auto e moto, società, quote societarie sequestrate. Le condanne più alte sono di 10 anni di reclusione. Assolti Claudio Donnarumma e Alfred Gjonaj.

L’indagine di carabinieri e finanza, coordinata dalla Dda capitolina, prese il nome proprio da una catena di locali sequestrati, la Babylon, uno dei quali fatto oggetto di colpi d’arma da fuoco. Il meccanismo era quello di erogare prestiti in denaro a imprenditori in gravi difficoltà economiche, per poi chiedere indietro i soldi con somme notevolmente maggiorate da interessi usurai. Denaro poi investito anche nell’acquisto di attività commerciali. E per “pressare” le vittime, numerosi furono i danneggiamenti.

Per quanto riguarda il gioco, le indagini avevano rilevato un vasto giro di slot manomesse. A luglio dello scorso anno un nuovo capitolo dell’operazione che aveva portato al sequestro di 10 società, tra le quali anche una legata al settore del gioco.