14 Set 2018 | News

Vietare o informare? Intervista a Ugo Cifone manager del settore, esperto di gambling, ex presidente Acogi

Dal decreto Dignità alla modifica della legge anti-ludopatia in Piemonte. Vietare o informare? Abbiamo chiesto il parere di Ugo Cifone, manager del settore, esperto di gambling, ex presidente Acogi (Associazione consumatori operatori giochi Italia) che così in un’intervista:

DOMANDA – In questi giorni a Malta si tiene la XII edizione dell’ European Conference on Gambling Studies and Policy Issue ed è subito emerso il tema principale: meglio informare o vietare? Lei cosa ne pensa tenendo conto che in Italia si parla di divieto tout court della pubblicità sul gioco previsto dal decreto Dignità?

RISPOSTA –  Assolutamente meglio in formare che non informare o addirittura vietare.  Con le informazioni giuste si può avere maggiore consapevolezza nell’agire, nel fare scelte. Penso che la pubblicità in tal senso vada fatta in quanto strumento di informazione. Il divieto completo significherebbe censurare e non va bene. La pubblicità però deve essere cambiata, non deve essere aggressiva ma informativa.

DOMANDA – E’ di oggi la notizia sull’approvazione da parte della Commissione di Bilancio della Regione  Piemonte dell’emendamento che modifica la legge anti-ludopatia. Basterà l’apertura di luoghi sensibili nelle vicinanze di sale che ospitano apparecchi di gioco per trasformare una zona lecita in proibita. Cosa ne pensa?

RISPOSTA – Credo che non verrà mai approvata. Il proibizionismo non ha mai portato a nulla di buono, anzi ha incentivato a fare cose fuori dalle regole. Secondo il mio punto di vista è un paradosso.  Come luoghi sensibili si intende anche un semplice bancomat ma se ci pensiamo gli stessi casinò sono pieni di bancomat, e quindi? Di cosa stiamo parlando? Mettere in difficoltà questi esercenti che tanto danno allo Stato è scorretto. Lo Stato italiano dovrebbe semplicemente creare aree ad hoc dove concentrare sale  in cui poter giocare e mettere in atto campagne di informazione sul rischio di dipendenza dal gioco. Per il resto sono inutili coercizioni.

Denny Pellegrino

Fonte: CifoneNews.it